Il lato sensibile del T-rex


Come i coccodrilli odierni, la famiglia dei tirannosauridi aveva il muso molto sensibile, una sorta di “mano” con cui esplorare il mondo e trarre piacere durante l’accoppiamento.


 

Con i suoi denti simili a dei pugnali con cui riduceva letteralmente a brandelli le sue prede, il Tirannosaurus rex è considerato ancora oggi uno dei carnivori più temibili che mai abbiano camminato sulla Terra. Eppure aveva un lato molto tenero. Almeno questo è quello che sostiene il team di ricercatori americani che ha pubblicato ieri i propri studi su Scentific Reports: analizzando attentamente i resti fossili di alcune specie di tirannosauridi scoperte di recente, gli scienziati hanno ricostruito i tessuti molli del muso di questi antichi rettili e hanno scoperto la presenza di organi tattili sensibili quanto la punta delle nostre dita.

Le analisi si sono concentrate su fossili straordinariamente ben conservati di una specie di dinosauro simile al T-rex, il Daspletosaurus horneri, ritrovato qualche tempo fa nel Montana (Usa). Vissuta 74 milioni di anni fa, questa specie è più antica del T-rex ed è un po’ più piccola, con i suoi soli 2,2 metri di altezza e i 9 metri di lunghezza.

Secondo gli esperti, i T-rex e i loro cugini più antichi avevano il muso coperto da una armatura di grandi e spesse squame tra le quali, però, si aprivano dei forami, cioè microscopiche aperture che ospitavano le diramazioni del nervo trigemino. Un’innervazione così diffusa avrebbe dunque reso il muso di questi dinosauri estremamente sensibile agli stimoli tattili, esattamente con la superficie delle nostre mani. Strutture simili sono presenti, per esempio, nei coccodrilli e negli alligatori attuali, che hanno attorno alla bocca delle protuberanze che consentono di sentire il contatto e le vibrazioni anche quando sono immersi nell’acqua.

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A che cosa serviva un muso così sensibile? I ricercatori lo paragonano proprio a una mano: i rettili lo usavano per esplorare l’ambiente circostante, per costruire il nido, per raccogliere le loro delicate uova e spostare i piccoli. Ma questa straordinaria sensibilità poteva avere anche una funzione sociale, che si potrebbe definire erotica.

Gli autori, infatti, sostengono che “durante il corteggiamento i tirannosauridi probabilmente si strofinavano i musi”, come in una sorta di gioco preliminare all’accoppiamento.

La scoperta di una complessa rete sensoriale, a detta dei ricercatori, è particolarmente interessante per ricostruire la storia evolutiva del nervo trigemino, le cui specializzazioni nelle diverse specie animali hanno costituito un sesto senso dei vertebrati del pianeta: dall’innervazione dei baffi nei mammiferi, agli organi sensoriali tegumentari dei rettili (le protuberanze sul muso dei coccodrilli ma anche l’organo sensoriale delle vipere per individuare le prede a sangue caldo) fino alla specializzazione degli uccelli per rilevare i campi magnetici.

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