Ascoltati i movimenti profondi del magma nei Campi Flegrei


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E’ possibile ‘ascoltare’ i movimenti del magma che avvengono nelle profondità del supervulcano dei Campi Flegrei. Il risultato è stato possibile grazie alla tecnica messa a punto nella ricerca condotta in Italia, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters. Sono informazioni, rileva l’Ingv, che hanno una “valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile”. Controllato costantemente dal dicembre 2012, il supervulcano dei Campi Flegrei si trova da allora al livello di allerta “giallo”, osserva ancora l’Ingv.

I nuovi dati, raccolti dalla sezione di Bologna e dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, costituiscono un elemento di conoscenza ulteriore di uno dei sistemi vulcanici a più alto rischio al mondo sia per le caratteristiche eruttive sia per l’alta densità di popolazione. Raccoglierli è stato possibile analizzando il rumore sismico ambientale, ossia le oscillazioni del terreno causate dalle onde oceaniche.

Utilizzata in passato per studiare altri vulcani, la tecnica è stata applicata per la prima volta allo studio dei Campi Flegrei e ha permesso “di identificare due tipi di variazioni significative: una di breve durata e la seconda, invece, di lungo termine” che caratterizza il periodo compreso fra il 2010 e il 2014, ha spiegato Lucia Zaccarelli, della sezione di Bologna dell’Ingv, tra gli autori della ricerca.

Per il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco, i risultati contribuiscono in maniera efficace al dibattito scientifico sulla natura del livello di allerta rilevato nei Campi Flegrei dal dicembre 2012, “con risvolti importanti ai fini del monitoraggio vulcanico dell’area”.

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