DeeDee un nuovo pianeta nano molto lontano


Ai confini del Sistema solare, ad oltre 90 unità astronomiche dal pianeta Terra, gli occhi sensibili di ALMA hanno rivelato il profilo del remoto corpo celeste: questo gelido oggetto trans nettuniano vanta dimensioni pari a 2/3 quelle di Cerere. Il che lo rende un papabile candidato da aggiungere alla famiglia dei pianeti nani.


Tana per DeeDee ai confini del Sistema Solare. Un aspirante pianeta nano, distante e dal “temperamento” ghiacciato, si aggira alla periferia del nostro “condominio” cosmico: il suo nome è 2014 UZ224, confidenzialmente noto come DeeDee e l’investigatore dell’ESO ALMAAtacama Large Millimeter/Sub Millimeter Array – lo ha tenuto d’occhio per scoprire di che pasta è fatto.

Osservato per la prima volta nell’autunno 2016, nel corso di una survey condotta attraverso il telescopio da 4 metri Blanco, istallato presso il Cerro Tololo Inter American Observatory, in Cile, DeeDee era stato classificato come un oggetto trans nettuniano lontano tre volte tanto la distanza che separa Plutone dal Sole. Così remoto dunque che per completare il “giro” intorno alla stella madre impiega 1.100 anni.

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Probabilmente un ottimo candidato a pianeta nano, di cui però era difficile dire di più per via della straordinaria lontananza. I dati ottici, che prendevano in considerazione la luce solare riflessa, facevano pensare ad un corpo piccolo e luminoso o ad un soggetto più grande e dalla superficie scura e scarsamente riflettente. Catturare informazioni sugli “inquilini” di confine infatti è particolarmente difficile per via della ridotta luminosità – nella luce visibile DeeDee appariva come una candela molto fioca, visibile per di più con 13 ore di ritardo a causa della distanza.

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Il debole bagliore emesso dal pianeta nano DeeDee è stato intercettato dai sensibili occhi di ALMA.


La sfida è stata raccolta de ALMA che, perlustrando il cielo alle lunghezze d’onda del millimetrico e del sub millimetrico, ha ottenuto dati per stendere un profilo puntuale del misterioso corpo celeste: per l’investigatore ESO, la sua mole si aggirerebbe intorno ai 635 chilometri di diametro – circa 2/3 quella di Cerere, il componente più grande della famiglia della fascia degli asteroidi – e l’aspetto sferico gli fornirebbe le carte in regola per essere annesso nel club dei pianeti nani come Plutone.

Inoltre, sempre secondo lo studio condotto sulle osservazioni di ALMA e pubblicato sull’Astrophysical Journal Letters, DeeDee sarebbe incredibilmente freddo, con temperature superficiali poco al di sopra dello zero assoluto. Per gli autori, DeeDee, come altre decine di migliaia di corpi che gravitano oltre l’orbita di Nettuno, sarebbe una sorta di “relitto” cosmico risalente all’epoca della formazione del nostro sistema planetario. Studiarne le proprietà sarà utile per ricostruire la storia evolutiva del nostro mondo e degli altri che popolano il condominio del Sistema Solare.

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