Occhi bionici per dieci non vedenti, al via i test in Inghilterra


occhi-bionici-non-vedentiUna tecnologia rivoluzionaria è in grado di fornire occhi bionici a chi non vede. Un sistema di mini telecamere aiuta 10 pazienti non vedenti inglesi.


La prospettiva di parti del corpo bioniche fino a poco tempo è sembrata una prospettiva unicamente legata a film di fantascienza, presto però tutto potrebbe cambiare. L’NHS, servizio sanitario inglese, ha annunciato i test riguardanti l’impianto di occhi bionici su dieci pazienti non vedenti.

Equamente distribuiti tra Manchester Royal Eye Hospital e Moorfield Ete Hospital, cinque e cinque, parliamo di pazienti nati senza il dono della vita e in attesa di impianti retinici entro la fine del 2017. Le dieci persone in questione hanno una forma di cecità specifica che danneggia cellule nella retina. Una grande conquista consentirgli di vedere.

Proprio come il resto del corpo umano, il funzionamento dell’occhio è affascinante. In un occhio sano, la retina – posizionata nel retro dell’occhio – contiene fotorecettori, ovvero le cellule in grado di tracciare la luce e trasformarla in energia elettrica.

Questa energia viaggia verso il cervello tramite le cellule nervose posizionate, per l’appunto nella retina. In alcuni casi di cecità però i fotorecettori muoiono, nonostante le cellule nervose siano ancora presenti. Le cellule ovviamente non sono in grado di rintracciare la luce ma possono rintracciare la stimolazione elettrica. E veniamo ora agli occhi bionici, progetto denominato Argus II Bionic Eye.

La compagnia Second Sight ha elaborato questa tecnologia basata su mini video camere, che inviano informazioni all’impianto. Le immagini dalla camera vengono trasformate in impulsi elettrici, che viaggiano verso elettrodi collegati alla retina. Gli elettrodi poi attivano le cellule nella retina, che riescono a inviare correttamente le informazioni al cervello. Non si tratta dunque di un supporto applicabile a tutti i non vedenti, ma è efficace nel caso che abbiamo appena descritto.

I professionisti coinvolti nel progetto dell’occhio bionico sono molto ottimisti circa le applicazioni future, lo si capisce chiaramente dalle parole del Professor Paulo Stanga: “Sono soddisfatto. E’ andata ben oltre le nostre aspettative, i pazienti colpiti da retinite pigmentosa tramite l’occhio bionico sono riusciti a riconoscere lettere per la prima volta da quando sono adulti”. I pazienti saranno monitorati per un anno per stabilire l’impatto degli occhio bionici sulle loro vite.

Le persone con il dono della vista possono solo immaginare quanto sia stato rivoluzionario per i pazienti disporre di una coppia di occhi bionici. Le dieci persone in questione sono riuscite a vedere luci di Natale, gli amici con i quali parlano e i membri della propria famiglia, cambiando radicalmente il modo in cui si approcciano al mondo circostante. Un segnale molto incoraggiante per tutto il mondo medico.

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