I polpi e i calamari nascondono un ‘super potere’ genetico che li rende molto intelligenti


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I molluschi cefalopodi, a differenza degli altri organismi multicellulari, sfruttano l’editing dell’RNA messaggero e non le istruzioni del DNA per adattarsi all’ambiente ed evolvere.


Ricercatori del Marine Biological Laboratory di Woods Hole (Massachusetts) e dell’Università di Tel Aviv hanno scoperto che diverse specie di molluschi cefalopodi come polpi, seppie e calamari si evolvono in maniera completamente diversa dagli altri organismi multicellulari, sfruttando le modifiche dell’RNA per adattarsi all’ambiente e non le ‘classiche’ mutazioni genetiche del DNA. In parole più semplici, utilizzano un processo genetico per la produzione di proteine che diverge sensibilmente da quello affermato in natura, e ciò potrebbe spiegare le ragioni dell’intelligenza straordinaria (definita più correttamente come una serie di comportamenti complessi) di questi animali, superiore rispetto a quella di qualunque altro invertebrato.

Solitamente la produzione di proteine funziona in questo modo: le istruzioni del DNA sono come una ricetta, e l’RNA rappresenta in pratica il cuoco, che controlla e regola il processo (tecnicamente trascrive) affinché le ‘pietanze’ vengano servite e cotte al punto giusto. Talvolta l’RNA ci mette del suo, aggiungendo qualche ingrediente, ma si tratta di un processo – chiamato RNA editing – che non è stato promosso dall’evoluzione. Pur potendo modificare il funzionamento delle proteine, l’RNA non introduce alcuna mutazione genetica, e noi così come la grandissima parte delle altre specie non ci evolviamo e adattiamo all’ambiente in base ad esso.

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Nel 2015, tuttavia, il team di ricerca coordinato dal professor Joshua Rosenthal ha scoperto nel sistema nervoso dei calamari il 60 percento di RNA editato, un dettaglio sorprendente che ha fatto emergere il peculiare percorso evolutivo.

Nel nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell, i ricercatori hanno rilevato lo stesso fenomeno in altri due polpi e in una specie di seppia, confermando che esso è caratteristico di un determinato gruppo di molluschi cefalopodi chiamati coleoidi. Analisi condotte sul nautilus, un cefalopode primitivo, e su un gasteropode (una lumaca), un altro tipo di mollusco, non ne è stata trovata traccia. Il risultato di questo curioso percorso evolutivo è probabilmente alla base dell’intelligenza di questi animali, che tuttavia hanno un conto da pagare: si evolvono molto più lentamente rispetto agli altri. Il processo comunque funziona e continuano a sopravvivere nei nostri mari ed oceani.

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