C’è una crepa enorme sul ghiacciaio più grande della Groenlandia


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La frattura è stata avvistata nel ghiacciaio Petermann, il più grande dell’emisfero boreale. C’è il rischio che si congiunga con un’altra crepa generando un iceberg di dimensioni colossali.


Grazie alla segnalazione di uno scienziato olandese, il dottor Stef Lhermitte, la NASA ha documentato una nuova ed enorme crepa nel ghiacciaio Petermann, il più grande della Groenlandia e dell’intero emisfero settentrionale, evidenziando il rischio di una colossale spaccatura. La scoperta è stata fatta mentre lo studioso della Delft University of Technology stava analizzando le immagini dell’area scattate dai satelliti Sentinel-2, inseriti nel programma Copernicus dell’ESA per il monitoraggio del nostro pianeta. Scorrendo i file si è imbattuto in una ‘linea’ che non ricordava di aver già osservato in precedenza, così, dopo aver fatto i confronti con le immagini degli anni passati, ha deciso di pubblicare su Twitter alcuni documenti, coinvolgendo la NASA che è impegnata in zona con la missione Operation IceBridge.

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Dopo i sorvoli di sopralluogo è stata confermata l’esistenza della crepa, che preoccupa gli scienziati per due ragioni ben precise. La prima è che crepe di questo tipo solitamente si formano ai bordi dei ghiacciai, mentre in questo caso si è generata al centro, suggerendo che lo strato di ghiaccio si stia assottigliando in maniera drammatica. La seconda è che essa potrebbe congiungersi con un’altra crepa evidenziata negli anni precedenti, scatenando la formazione di un iceberg immenso che potrebbe essere liberato nel Mar Glaciale Artico. “La piattaforma sta lentamente e inesorabilmente cadendo a pezzi”, ha commentato il professor Eric Rignot, esperto di scienze della Terra presso la NASA e docente all’Università della California di Irvine.

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Nel 2010, dal ghiacciaio Petermann – una striscia lunga 70 chilometri e larga 13 si è staccato un iceberg grande quattro volte l’intera Manhattan, mentre nel 2012 se ne è staccato un secondo dalle dimensioni di un quartiere. È ancora troppo presto per sapere se le due fratture analizzate si congiungeranno e produrranno un nuovo distaccamento, ma il fenomeno va tenuto sotto controllo poiché lo scioglimento di questo ghiacciaio innescherebbe un sensibile innalzamento dei mari, col rischio di inondazioni ed altri fenomeni naturali non del tutto prevedibili.

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