Encelado e Europa: le due lune del Sistema Solare sempre più abitabili


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Due nuove pubblicazioni, presentate rispettivamente dai ricercatori della missione Cassini e dal team del Telescopio Spaziale Hubble, descrivono nuovi intriganti risultati per la luna di Saturno, Encelado, e la luna di Giove, Europa, i due mondi ad alto potenziale per la vita nel nostro Sistema Solare.


Questo è quanto, finora, ci siamo avvicinati all’individuazione di un luogo potenzialmente abitabile“, ha commentato nel comunicato Thomas Zurbuchen del Science Mission Directorate della NASA a Washington.

Lo studio su Encelado, pubblicato sulla rivista Science, indica che l’idrogeno si riversa nell’oceano sotterraneo della luna grazie all’attività idrotermale, già confermata con studi precedenti.

Questo gas, combinato con l’anidride carbonica disciolta nell’acqua, potrebbe costituire un’importante fonte chimica di energia per lo sviluppo della vita. Tale reazione, nota come “metanogenesi“, cosiddetta perché produce metano come sottoprodotto, è la radice dell’albero della vita sulla Terra.

La vita, come noi la conosciamo, richiede tre ingredienti primari: acqua allo stato liquido; una fonte di energia per il metabolismo; gli ingredienti chimici giusti (principalmente carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo). La Cassini ha già dimostrato che la piccola luna ghiacciata di Saturno li ha quasi tutti, tranne il fosforo e lo zolfo che, comunque, secondo gli scienziati dovrebbero essere presenti perché probabilmente contenuti nel nucleo roccioso di Encelado.

La conferma che l’energia chimica per la vita esiste all’interno del mare di una piccola luna di Saturno è una tappa importante nella nostra ricerca di mondi abitabili oltre la Terra“, ha detto Linda Spilker, scienziato di punta della missione.

L’idrogeno è stato rilevato dalla Cassini durante l’ultima profonda immersione attraverso i geyser della luna del 28 ottobre 2015, durante il fly-by E-21, quando la sonda volò a soli 49 chilometri dalla superficie del satellite proprio con lo scopo di campionare il materiale proveniente dall’oceano sotterraneo.

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Interazioni sotterranee che dovrebbero avvenire sulla luna di Saturno, Encelado: l’acqua del mare interagisce e viene riscaldata dal fondo roccioso; il carico di minerali e gas disciolti (compresi idrogeno e metano) si riversano nel mare attraverso grandi camini.


Grazie a questi dati, rilevati con il Ion and Neutral Mass Spectrometer (INMS), progettato inizialmente per assaggiare l’atmosfera superiore di Titano, gli scienziati hanno determinato che circa il 98 per cento del gas nel pennacchio è acqua, circa l’1 per cento è idrogeno ed il resto è una miscela di altre molecole compresa l’anidride carbonica, il metano e l’ammoniaca.

Cassini non è stata progettata per rilevare direttamente segni di vita ma “abbiamo scoperto che lì c’è una fonte di cibo per essa, come un negozio di caramelle per microbi“, ha commentato Hunter Waite, autore principale dello studio.

La ricerca che dettaglia i risultati di Hubble sulla luna di Giove, invece, è stata pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters.

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I possibili geyser di Europa individuati in uv dallo spettrometro del telescopio spaziale Hubble, nel 2014 e nel 2016.


Si riferisce alle osservazioni di Europa del 2016, quando lo Space Telescope Imaging Spectrograph (STIS) a bordo di Hubble vide spuntare nuovamente un pennacchio dalla superficie della luna, nella stessa posizione di quello osservato nel 2012.

Anche se l’argomento rimane controverso perché le indagini condotte tra gennaio e febbraio 2014 non produssero alcun risultato, le immagini più recenti rafforzano la prova che i pennacchi di Europa potrebbero essere un fenomeno reale ma intermittente. Secondo gli ultimi dati, si estenderebbero fino a 100 chilometri nello spazio.

Entrambi le osservazioni interessano la stessa posizione sulla superficie della luna che coincide con una regione insolitamente calda, caratterizzata da elementi simili a crepe fotografati dalla sonda della NASA Galileo alla fine del 1990. I ricercatori ipotizzano che, come per Encelado, questa potrebbe essere la prova di eruzioni d’acqua proveniente dall’oceano sotterraneo.

I pennacchi di Encelado sono associati a regioni più calde così, dopo che Hubble ha ripreso questa specie di geyser per la seconda volta, abbiamo guardato in quella posizione la mappa termica di Galileo, scoprendo che il pennacchio candidato è posizionato proprio sull’anomalia termica “, ha detto William Sparks dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, nel Maryland, che ha guidato le osservazioni.

Due potrebbero essere gli scenari per spiegare tale interconnessione: l’acqua proveniente dal sottosuolo potrebbe scaldare la superficie circostante, oppure l’acqua espulsa dai geyser ricadrebbe sulla luna come nebbiolina, modificando la struttura dei grani in superficie, i quali riuscirebbero a trattenere più calore.

Ipotesi che il team sta cercando di approfondire continuando ad utilizzare il telescopio per monitorare Europa e trovare altri geyser candidati.

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La zona da cui Hubble ha osservato i possibili geyser (ellisse verde a sinistra) e la mappa termica basata sulle osservazioni della sonda Galileo (a destra).


Forse, però, il contributo maggiore arriverà sono nei prossimi anni quando la missione Europa Clipper sarà operativa:

Se ci sono geyser su Europa, come ora fortemente sospettiamo, con Europa Clipper saremo pronti!”, ha dichiarato Jim Green, direttore di Scienze planetarie della NASA.


Leggi: Cassini finds molecular hydrogen in the Enceladus plume: Evidence for hydrothermal processes.

Fonte

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