Si chiama terpene ed è la lingua più ‘parlata’ del mondo


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C’è un ‘lingua’ parlata da una quantità enorme di esseri viventi, ma noi ancora non siamo in grado di capirla. Batteri e funghi comunicano con il ‘terpene’.


Non è l’inglese, ma non è neanche il cinese la lingua più parlata al mondo. E allora qual è? Il ‘terpene’. E chi lo parla? Beh su questo punto bisogna fare un po’ di chiarezza. Ma partiamo dal principio. Quando parliamo di esseri viventi che comunicano tra loro, tendiamo a limitare la nostra considerazione agli esseri umani, ma si sa che questa valutazione è un po’ riduttiva. Gli scienziati hanno infatti scoperto che esistono due differenti tipi di micro-organismi, i batteri e i funghi, che comunicano tra loro utilizzando le fragranze, conosciute come ‘terpeni’.

Non solo gli esseri umani comunicano tra loro. “Pensiamo che i terpeni siano il mezzo chimico di comunicazione più popolare del nostro pianeta” spiegano i ricercatori che hanno scoperto che effettivamente i funghi e i batteri si rispondono a vicenda, cioè si ‘parlano’. Ma cosa si dicono? Va beh questo purtroppo non lo hanno ancora capito. Ma torniamo ai terpeni.

Do you speak terpene? I ricercatori spiegano che, ad esempio, il batterio Serratia è in grado di ‘odorare’ le fragranze terpeni prodotte dal Fusarium, un genere di funghi, e che quest’ultimo sia in grado di rispondere attraverso motilità (cioè modificando la propria posizione rispetto all’ambiente).

C’è ‘odore’ di conversazione. Quando parliamo di ‘fragranze’ ci riferiamo a composti volatili che, a quanto pare, vengono rilasciati con specifici obiettivi comunicativi. Non solo funghi e batteri, i ricercatori spiegano che anche gli insetti utilizzano i terpeni per comunicare con le piante. In pratica, per funghi e batteri, i terpeni hanno la stessa funzione che i feronomi hanno per gli animali come noi.

E in futuro? È affascinante scoprire che, oltre a noi, c’è una quantità enorme di esseri viventi che comunicano tra loro attraverso un linguaggio che forse non impareremo mai a ‘parlare’, ma che un giorno potrà dirci molto di loro.

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