”Catturati atomi di antimateria cosmica”


Tracce di antielio potrebbero essere state intrappolate dal cacciatore di materia oscura Ams (Alpha Magnetic Spectrometer) installato dal 2011 all’esterno della Stazione spaziale internazionale.


L’esperimento Alpha Magnetic Spectrometer (Ams), installato dal 2011 a bordo della Stazione spaziale internazionale, potrebbe aver catturato tracce di antielio, finora mai osservato in natura. Ad annunciarlo, per ora non ufficialmente, è stato Samuel Ting, Nobel per la fisica 1976 e coordinatore dell’esperimento.

Il rivelatore Ams, fortemente voluto da Ting e costato un miliardo e mezzo di dollari, ha l’obiettivo di osservare nuovi tipi di particelle, come la materia oscura e l’antimateria, molto più difficili da rivelare o produrre (nell’ipotesi che esistano realmente) in un laboratorio terrestre.

Finora, Ams ha misurato la massa e la carica elettrica di circa 90 miliardi di particelle che l’hanno attraversato: quasi tutte queste particelle sono protoni e nuclei di elio, con piccole percentuali di elettroni e nuclei di carbonio, ossigeno e ferro, oltre a antiprotoni e positroni (la controparte di antimateria di protoni ed elettroni), la cui esistenza è nota da quasi cent’anni.

Nulla di nuovo, insomma. Ma sembrano arrivare novità importanti. Nel corso di un seminario tenuto al Mit di Boston, l’81enne Ting ha infatti affermato che Ams potrebbe avere catturato una manciata di particelle di antielio-3, composto da due antiprotoni e un antineutrone. Finora sulla Terra i fisici sono riusciti a produrre l’antielio solo per pochi istanti, ma non l’hanno mai osservato nello spazio. Se confermata, si tratterebbe di una scoperta molto importante, che indicherebbe l’esistenza di “isole” di antimateria sopravvissute al big bang, e segnalerebbe anche la possibile esistenza di “nuova fisica” oltre il cosiddetto modello standard, l’impalcatura teorica che descrive la fisica delle particelle.

Tuttavia, i dubbi non mancano. Lo stesso Ting ha dichiarato a Science che prima di pubblicare i risultati vuole “essere sicuro che il segnale sia genuino”. Qualcuno storce il naso: per esempio l’astrofisico Greg Tarlé, dell’università del Michigan, da sempre critico nei confronti di Ting e dell’esperimento Ams, ha bollato come “fisica da conferenza stampa” gli annunci del fisico statunitense.

D’altra parte, la scelta di “annunciare” una possibile scoperta prima della sua pubblicazione da parte di una rivista qualificata è una pratica abbastanza inusuale nella comunità scientifica: tuttavia, negli ultimi anni i casi di annunci affrettati sono in aumento, e non sempre questi stessi annunci sono stati poi confermati da scoperte reali. Non resta che attendere.

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