Un esopianeta bollente attorno ad una stella rotante


L’ultimo pianeta extrasolare, in ordine di tempo, ad essere stato scoperto è un gioviano caldo con un periodo orbitale di soli due giorni. Di poco superiore al periodo di rotazione della stessa stella madre. Un astro di 1,3 miliardi di anni, poco più grande del Sole e in rapida rotazione su se stesso.


Sono mondi alieni bollenti. Le loro dimensioni sono confrontabili o poco superiori a quelle del gigante gassoso del nostro Sistema Solare. Ma le loro orbite sono molto ravvicinate alle loro stelle madri. Gli esperti li chiamano gioviani caldi. L’elenco di questi pianeti extrasolari è sempre più affollato di nuovi arrivati.

L’ultimo, in ordine di tempo, è un esopianeta che ruota ogni due giorni intorno a una stella di 1,3 miliardi di anni, caratterizzata da un rapido movimento rotatorio, inferiore al periodo orbitale del suo stesso pianeta. Una stella, WASP-167/KELT-13, con un raggio di 1,79 volte quello solare, e all’incirca il 60% più massiva del Sole.

Il pianeta si chiama WASP-167b/KELT-13b, dal nome delle due campagne osservative che ne hanno permesso l’individuazione: WASP (Wide Angle Search for Planets) e KELT (Kilodegree Extremely Little Telescope).

I dettagli di questo nuovo mondo sono illustrati in uno studio pubblicato sull’archivio on line arXiv.org. Ad effettuare la scoperta, un team di astronomi coordinato dalla Keele University di Newcastle.

Le campagne osservative sono state effettuate con telescopi, WASP-South e KELT-South, basati entrambi presso il South African Astronomical Observatory (SAAO). Sono state condotte, rispettivamente, tra maggio 2006 e giugno 2012, e tra marzo 2010 e agosto 2013.

La conferma dell’esistenza del nuovo esopianeta è arrivata in seguito, nel 2016, grazie allo spettrografo HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) dell’ESO (European Southern Observatory).

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La tecnica è quella, consueta in questo tipo di ricerche, dell’analisi del transito dell’esopianeta davanti alla propria stella madre, su cui provoca piccole eclissi. Attraverso la misura della diminuzione della radiazione emessa dalla stella, gli scienziati sono riusciti a risalire alla presenza del nuovo pianeta.

Secondo quanto riportato nello studio, il nuovo mondo ha un raggio di circa una volta e mezza quello di Giove, e una massa otto volte superiore a quella del gigante gassoso del Sistema Solare. Un gioviano, per l’appunto. Solo molto più caldo.

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