Test Iset: si possono prevenire i tumori con una analisi del sangue?


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Una dottoressa promette di diagnosticare il cancro con una analisi del sangue, molto prima che si manifesti. Ma il resto degli oncologi non è altrettanto convinto. 


Sta facendo scalpore l’ultima puntata di Porta a porta dove la dottoressa Patrizia Paterlini-Bréchot ha presentato il suo libro “Uccidere il cancro”. Il saggio riguarda il suo test “Iset” che può essere acquistato in Internet al prezzo di 486 euro. Tale pratica permetterebbe di diagnosticare i tumori con diversi anni di anticipo. Ma il resto degli oncologi non è altrettanto entusiasta.

Diagnosticare i tumori prima che si manifestino. Il test consisterebbe nel prevenire la malattia attraverso l’analisi del sangue. Un articolo pubblicato in tempi non sospetti su Bufale.net spiegava che si tratta certo di una notizia “vera”, ma con importanti e doverose “precisazioni”: il test infatti, per quanto promettente era – ed è ancora – in fase di verifica. Nessuno era propenso a “censurarlo”, si trattava semplicemente di attendere ulteriori studi. Ci fa specie la risposta di Salvo Di Grazia (noto debunker medico) ad un commentatore perplesso su Facebook:

Non si tratta di truffa né di ciarlataneria, tutto vero (e che potrebbe dare alcuni vantaggi soprattutto per la ricerca), scientifico e serio.

Le parole sono importanti, specialmente nella Scienza. “Potrebbe” non significa “sicuramente” e uno “studio serio” da solo non basta. Con questo test sarebbe possibile individuare la presenza di cellule cancerogene circolanti nel sangue. Garantirebbe inoltre un’elevata possibilità di identificazione. Non sarebbe inoltre valido per tutti i tipi di tumori, vanno esclusi in particolare leucemia e linfomi.

Il test è ancora in fase preliminare. Il problema, come spiega il professor Carmine Pinto presidente della Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), è che oggi non esistono ancora test sul sangue validi al punto da permettere diagnosi così precoci. Allo stato attuale sono possibili solo con pazienti che hanno avuto già una diagnosi accertata di carcinoma al polmone. Anche la fondazione Gimbe sì è espressa parlando addirittura di “bufale di Stato” e “pericolosa disinformazione”. Per quanto il test sia promettente non è ancora certa la sua efficacia nel predire i tumori, mancano ancora rigorosi studi sull’uomo. I risultati del test sono da ritenersi ancora preliminari, come si può evincere dall’ultimo studio in merito pubblicato su Plos one.

 

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