La nana bruna ribelle è un “quasi-pianeta”


nanab.jpg

SIMP0136 è 13 volte più massiccia di Giove e a questo stadio il confine tra una nana bruna e un pianeta (in termini di grandezza) è davvero sottile. Stelle di questo tipo che somigliano a pianeti gassosi sono indispensabili per studiare gli esopianeti di tipo gioviano.


Le nane brune sono stelle troppo piccole per riuscire a innescare la fusione dell’idrogeno, evento che le farebbe diventare vere e proprie stelle, ma troppo grandi per potersi considerare a pieno diritto pianeti. Ciò non è esattamente vero quando parliamo di SIMP J013656.5+093347 (conosciuta come SIMP0136), una nana bruna di massa planetaria, situata in direzione della costellazione dei Pesci, studiata da un team di ricercatori guidato da  Jonathan Gagné della Carnegie Institution di Washington (Usa). I risultati della ricerca sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal Letters. Finora SIMP0136 è stata considerata una delle nane brune più vicine al nostro Sole; lo studio suggerisce invece che si tratti d’un oggetto free-floating (“vagabondo”, non in orbita attorno a una stella) di tipo planetario facente parte di una grande gruppo di stelle, formatosi circa 200 milioni di anni fa, chiamato Carina-Near.

Dopo la prima fase di formazione, le nane brune si raffreddano e rimpiccioliscono molto lentamente nel tempo. La contrazione si conclude normalmente dopo qualche centinaio di milioni di anni. Le nane brune, inoltre, passano da una fase iniziale in cui le temperature sono simili a quelle di una normale stella (tipo il Sole) a temperature più fredde (vicino a quelle di un pianeta), in base alla loro fase evolutiva. Per determinare la massa di questi oggetti, occorre conoscerne l’età e la temperatura.

Nello specifico, SIMP0136 è risultata 13 volte più massiccia di Giove, e a questo stadio il confine che separa la definizione di pianeta da quella di nana bruna (in termini di grandezza) è davvero sottile. «Il fatto che SIMP0136 sia in realtà più simile a un pianeta di quanto pensato in precedenza ci aiuterà a comprendere meglio le atmosfere dei pianeti giganti e come si evolvono», ha detto Gagné. Oggetti free-floating come questo, che somigliano a pianeti gassosi, sono indispensabili per studiare gli esopianeti di tipo gioviano: le loro atmosfere sono infatti più semplici da analizzare rispetto a quelle dei pianeti gassosi veri e propri, la cui luce riflessa viene sopraffatta dall’emissione della stella ospite, che acceca gli strumenti utilizzati per tentare di osservarne, appunto, le atmosfere.

Queste stelle di tipo planetario sono semplici da studiare, ma il problema è scovarle, perché possono essere situate ovunque nel cielo e sono molto difficili da distinguere tra la moltitudine di nane brune classiche e le stelle più piccole. Per questo motivo, i ricercatori hanno confermato finora solo una manciata di nane brune di tipo planetario.


Leggi il preprint dello studio “SIMP J013656.5+093347 is Likely a Planetary-Mass Object in the Carina-Near Moving Group”.

Fonte

Annunci