Un gigantesco tsunami di gas nel cluster galattico di Perseo


L’osservatorio spaziale a raggi X Chandra osserva il cluster galattico di Perseo rivelando la presenza di un’onda di gas bollente e di strutture brillanti di forma peculiare.

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Onde a tutto gas nell’occhio di Chandra. Puntando i suoi occhi elettronici verso il vicino cluster di galassie Perseo – l’oggetto più brillante del cielo ad oggi conosciuto – l’osservatorio a raggi X targato NASA ha scoperto dell’esistenza di un’onda bollente, grande circa il doppio della Via Lattea.

Questo flusso di gas caldissimo che muove dalla periferia della formazione in direzione del centro, estendendosi per un’area ampia 200.000 anni luce, sarebbe stato generato miliardi di anni fa dall’avvicinamento tra il gruppo galattico di Perseo e un altro cluster minore.

Per gli autori dello studio, in via di pubblicazione sul numero di giugno della rivista Montly Notices della Royal Astronomical Society, la relativa vicinanza tra i due oggetti celesti, avrebbe innescato processi di disturbo gravitazionale, dando il la ad un’enorme fuoriuscita di gas, riversato in uno spazio vastissimo sotto forma di onda. Secondo le simulazioni a computer composte sulla base dei dati ottenuti da Chandra, la grande onda visibile nella radiazione X sarebbe la prova che il violento processo di avvicendamento tra i due ammassi è ancora in corso.

L’osservatorio NASA inoltre ha preso di mira una grande varietà di formazioni plasmate dall’onda di gas, dalle bolle che emergono dal buco nero presente nella galassia centrale NGC 1275 alla misteriosa struttura concava battezzata la “baia”, un’insolita scultura di gas che sembra non avere legami con il suo “mangia materia” di riferimento.

Precedenti analisi condotte con il Karl G. Jansky Very Large Array, rivelavano infatti che l’arco della baia non produceva emissioni e che la struttura era orientata nel verso opposto di quello atteso. Per comprendere la natura di queste formazioni, gli scienziati del team di Chandra hanno indirizzato la vista a raggi X verso Perseo, scrutando il cielo ad un’energia compresa tra i 700 e i 7.000 elettronvolt e sommando osservazioni ad alta risoluzione e viste a tutto campo.

I dati raccolti sono stati elaborati e messi a punto per creare dei modelli in grado di ricostruire la storia di Perseo: secondo uno di essi, il gas si sarebbe accumulato in due punti, nella zona centrale dove le temperature sfiorerebbero i 30 milioni di gradi Celsius e nella zona periferica, ben tre volte più calda. A seguito dell’avvicinamento tra i due cluster e dell’effetto gravitazionale suscitato, un gigantesco flusso di gas freddo sarebbe stato espulso. Con il trascorrere del tempo esso, esso si sarebbe espanso fino a formare una grande onda bollente in moto dalla periferia al centro del cluster e le strutture brillanti ad essa associate. L’onda cosmica osservata è la versione spaziale di quella nota come di Kelvin-Helmholtz, generata dalla differenza di velocità di due fluidi e osservabile negli oceani terrestri.

 

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