Mappe planetarie ‘ad acqua’


Un nuovo studio USA ha costruito cartine topografiche della superficie della Terra, di Marte e di Titano a partire dal percorso di antichi corsi d’acqua sui tre corpi celesti. I risultati su Science.


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Confrontare la topografia della Terra, di Marte e di Titano per risalire a un sistema di mappatura della superficie dei pianeti.

È quanto ha fatto un team di scienziati statunitensi, che in uno studio su Science ha ricostruito il percorso di antichi corsi d’acqua sui tre corpi celesti con l’obiettivo di comprendere i diversi processi geologici che si sono verificati nel corso del tempo.

La ‘firma’ lasciata sul terreno dai fiumi resta infatti visibile anche parecchio tempo dopo la scomparsa del liquido – è così che, ad esempio, gli astronomi hanno scoperto l’antica presenza di acqua su Marte, e i nuovi dati continuano a confermare l’esistenza di strutture scolpite da vecchi fiumi sul pianeta rosso.

Studiare queste antiche reti di drenaggio può fornire preziosi indizi sull’evoluzione della topografia di un pianeta, perché la struttura stessa della rete cambia a seconda che si sia formata prima, durante o dopo rispetto agli altri elementi del paesaggio.

Fenomeni come l’espansione e la contrazione termica modificano infatti la superficie di un pianeta, e i corsi d’acqua generalmente si adattano a questi cambiamenti morfologici del suolo.

Allo stesso tempo, le montagne o le strutture vulcaniche possono deviare il percorso dei fiumi: l’osservazione di tutte queste variazioni permette di risalire a una ricostruzione piuttosto dettagliata della geografia planetaria.

Il nuovo studio, coordinato dalla City University di New York, è partito proprio da qui per ricostruire l’evoluzione topografica dei fiumi terrestri, marziani e titanici.

Le mappe elaborate dai ricercatori (figura a destra) mostrano la distribuzione dei corsi d’acqua sulla Terra, su Titano e su Marte, in ordine dall’alto.

fiumi sono indicati in azzurro, mentre le frecce nere corrispondono al diverso gradiente topografico.

Queste cartine possono diventare così uno strumento utile per comprendere la storia geologica dei corpi celesti del nostro Sistema solare.

Fonte

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