Scoperto uno strato di placche tettoniche all’interno del mantello terrestre


Il nuovo strato di zolle tettoniche si trova tra i 400 e i 600 chilometri di profondità e si sarebbe originato 50/60 milioni di anni fa, a causa del fenomeno noto come subduzione. La sua scoperta svelerebbe il mistero dei terremoti profondi sotto l’isola di Tonga.


Ricercatori dell’Università di Houston hanno scoperto uno strato di placche tettoniche all’interno del mantello terrestre, a una profondità compresa tra i 410 e i 600 chilometri dalla superficie, dove sarebbe sprofondato tra i 50 e i 60 milioni di anni fa. È la prima volta che una simile formazione viene individuata in un’area così interna della Terra, e la sua presenza, secondo i geologi autori dello studio, spiegherebbe l’origine dei terremoti profondi che avvengono al di sotto dell’isola pacifica di Tonga. In quest’area, infatti, viene registrata la quasi totalità di questa tipologia di terremoti, come ha sottolineato l’autore principale dello studio, il professor Jhonny Wu. “Fondamentalmente – ha sottolineato lo scienziato – il 90 percento della sismicità profonda della Terra si verifica presso l’area di Tonga, dove abbiamo trovato la nostra lunga, lastra piatta”. Alcuni di questi violenti eventi sono noti come terremoti di Vityaz.

L’inedito strato di placche tettoniche si sarebbe formato a causa di un processo geologico noto, la subduzione, che avviene quando due placche scorrono una sopra l’altra e quella inferiore viene spinta verso la profondità del mantello terrestre, un involucro solido di 3mila chilometri compreso tra nucleo e crosta terrestre, caratterizzato da elevatissima viscosità. Lo spostamento e le collisioni delle placche tettoniche al di sopra di esso sono responsabili non solo dei terremoti, ma anche della formazione di montagne, vulcani e della cosiddetta deriva dei continenti.

La scoperta dei geologi americani è stata possibile grazie a una tecnica sismologica all’avanguardia, basata sulla creazione di immagini interne della Terra sfruttando le vibrazioni prodotte dai comuni terremoti. Nonostante la sua posizione inconsueta, il nuovo strato di placche tettoniche si comporta in maniera analoga a quello superficiale. “Lo scorrimento orizzontale avviene circa alla stessa velocità delle placche superficiali, e possono viaggiare per migliaia di chilometri dal punto di subduzione”, ha sottolineato il dottor Wu. “Possono piegare allo stesso modo delle piastre di superficie – ha proseguito lo studioso – e l’energia rilasciata durante una collisione è in grado di generare terremoti”. I dettagli di questa affascinante scoperta sono stati presentati a Tokyo durante una conferenza congiunta della Japan Geoscience Union e della American Geophysical Union, ma per le conferme definitive saranno necessarie ulteriori indagini.

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