Occhi puntati su MU69


La sonda New Horizons osserverà l’oggetto della Fascia di Kuiper grazie a tre diverse occultazioni stellari che si verificheranno nelle prossime sei settimane.


New Horizons è pronta per darci un’anteprima di MU69, il piccolo oggetto celeste della Fascia di Kuiper che la sonda raggiungerà nel 2019. Nelle prossime sei settimane, precisamente il 3 giugno, il 10 e il 17 luglio, MU69 bloccherà la luce proveniente da tre diverse stelle, una diversa per ogni data.

Questi eventi saranno utili al team della sonda per pianificare i fly-by futuri di questo oggetto, il più distante mai incontrato da un veicolo spaziale, situato a oltre 6 miliardi di chilometri dalla Terra.

Il team della sonda si sta preparando al primo evento, distribuendo 16 telescopi portatili dotati di telecamere lungo il percorso di occultazione attraverso l’Argentina e il Sudafrica.  “L’obiettivo primario – ha detto Alan Stern responsabile di New Horizons – è determinare la presenza di eventuali ostacoli per il veicolo nel suo viaggio verso l’obiettivo, pericoli che potrebbero compromettere i piani di volo”.

Una delle maggiori sfide  riguarda il posizionamento dei telescopi: la scoperta di MU69 risale a soli tre anni fa e la sua orbita è ancora in gran parte sconosciuta. Gli scienziati stanno procedendo alla sistemazione della strumentazione senza questa fondamentale informazione, distanziando i telescopi lungo delle apposite linee (una ogni 10 o 25 chilometri) per poter determinare la dimensione dell’oggetto.

In aiuto alla rete di telescopi, arriverà anche l’osservatorio spaziale SOFIA che il 10 luglio dovrebbe essere in grado di fornire ulteriori misurazioni dalla sua posizione privilegiata sopra le nuvole, a bordo di un Boeing 747.

I dati raccolti nel corso delle tre osservazioni saranno utili anche per conoscere altre caratteristiche di MU69, come la riflessività della superficie. Il team di New Horizons, dovrà sfruttare al massimo queste occasioni, visto che non ci saranno altre occultazioni prima dell’incontro con l’oggetto. Queste ‘fugaci’ occhiate saranno cruciali e aiuteranno a svelare alcune proprietà di questo fossile risalente all’epoca della formazione del Sistema Solare.

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