Cancro: come un test del sangue può predire la malattia contando le piastrine


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Livelli elevati di piastrine nel sangue rappresentano un importante fattore predittivo per il cancro, in particolar modo per gli uomini. Un semplice prelievo del sangue può dunque diventare uno dei più efficaci strumenti di diagnosi precoce.


L’aumento anomalo nel numero di piastrine nel sangue, una condizione nota col nome di trombocitosi o piastrinosi, può essere un chiaro indicatore del rischio di ammalarsi di cancro, più di un nodulo al seno per le neoplasie mammarie. A determinarlo, una equipe di scienziati della Scuola di Medicina dell’Università di Exeter (Regno Unito), impegnata nella ricerca di bio-marcatori in grado di predire l’insorgenza del cancro. Com’è noto, infatti, la diagnosi precoce risulta essere particolarmente rilevante nei tassi di sopravvivenza, e la nuova scoperta potrebbe aiutare a salvare moltissime vite grazie a un semplice prelievo del sangue. Il fattore predittivo è così alto che per i ricercatori britannici si tratta del metodo di rilevamento più promettente degli ultimi trenta anni.

Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Sarah Bailey, hanno condotto uno studio prospettico di coorte su circa 40mila cartelle cliniche provenienti dal Clinical Practice Research Datalink, un database che raccoglie dati di pazienti dal 2000 al 2013, tutti con età superiore ai 40 anni. Fra essi, 30.000 avevano avuto una diagnosi di trombocitosi, mentre i restanti sono stati utilizzati come gruppo di controllo, dato che non avevano mostrato alcuna alterazione piastrinica. A un anno dalla diagnosi di trombocitosi, nell’11 percento degli uomini e nel 6 percento delle donne è stato diagnosticato anche un cancro. Le percentuali sono salite al 18 percento per gli uomini e al 10 percento delle donne quando l’anomalia piastrinica è stata registrata una seconda volta, a sei mesi di distanza. Nella maggioranza dei casi, le neoplasie diagnosticate sono state al polmone e al colon-retto, due delle più diffuse.

Dall’analisi statistica emerge un dato chiarissimo: la trombocitosi risulta essere maggiormente predittiva di un nodulo al seno, dato che per esso l’evoluzione cancerosa è legata all’8,5 percento dei casi. Per i ricercatori, dunque, un semplice esame del sangue potrebbe aiutare a identificare migliaia di tumori in una fase ancora trattabile. “Sappiamo che la diagnosi precoce è assolutamente fondamentale per la sopravvivenza al cancro”, ha sottolineato l’autrice principale dello studio. “La nostra ricerca – ha proseguito la ricercatrice – suggerisce che un numero consistente di persone potrebbe avere una diagnosi di cancro fino a tre mesi prima, se la trombocitosi venisse adottata come metodo d’indagine per il cancro”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica British Journal of General Practice.

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