Gemelli diversi


Hubble ha messo a confronto due esopianeti con caratteristiche molto simili. Riscontrando, a sorpresa, differenze nelle loro atmosfere. Solo uno dei due mondi bollenti presenta, infatti, una copertura nuvolosa. Le ragioni sono probabilmente legate ai differenti luoghi d’origine.


Due esopianeti apparentemente simili. Ambedue cosiddetti gioviani caldi, con dimensioni e temperature analoghe. Ambedue in orbita intorno a stelle come il Sole, a distanza ravvicinata. Stelle a cui rivolgono sempre la stessa faccia. E, soprattutto, ambedue provvisti di atmosfera, fondamentale per lo studio di eventuali condizioni di vita su altri mondi.

Sono HAT-P-38 b e WASP-67 b, rispettivamente a circa 800 e 700 anni luce. Date le loro numerose analogie, gli astronomi si aspettavano di trovare anche atmosfere molto simili in questi due esopianeti “cugini”. Ma proprio lo studio delle loro atmosfere ha riservato delle sorprese.

Il telescopio spaziale Hubble li ha messi a confronto, studiando come la luce proveniente dalle stelle attorno alle quali orbitano è filtrata dalla rispettive atmosfere. I risultati, presentati a Austin, in Texas, in occasione del 230esimo meeting dell’American Astronomical Society, hanno mostrato profonde differenze.

I dati relativi ad HAT-P-38 b indicano, infatti, che l’atmosfera del pianeta è priva di nubi. Lo spettro di WASP-67 b mostra, di contro, la presenza di una fitta coltre nuvolosa. Nuvole, tuttavia, con una composizione chimica molto diversa da quelle terrestri. Sono, infatti, formate in prevalenza da solfuro di sodio e cloruro di potassio.

Basic RGB

“Quel che abbiamo osservato non è ciò che ci aspettavamo – afferma Giovanni Bruno, dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, nel Maryland, coordinatore del team di ricerca – Dev’essere successo qualcosa nel loro passato che ha cambiato il modo in cui questi pianeti ci appaiono. Stiamo cercando di comprendere le ragioni di queste differenze”.

I due gioviani caldi orbitano ciascuno intorno alla propria stella madre in tempi molto brevi, che corrispondono a 4,5 giorni terrestri. Si trovano, infatti, a una distanza dalla stella inferiore a quella di Mercurio dal Sole.

Secondo gli astronomi, però, in passato le condizioni dovevano essere diverse. I due pianeti probabilmente si trovavano molto più distanti, quando si sono formati. Poi qualcosa deve averli indotti a migrare verso le loro stelle, avvicinandosi notevolmente ad esse. Si potrebbero spiegare, così, le differenze nelle loro atmosfere che gli scienziati hanno riscontrato grazie ad Hubble.

 

Fonte

 

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