Una frana spettacolare su Cerere



Il re della fascia principale degli asteroidi, unico tra essi ad avere lo status di pianeta nano, e’ studiato palmo a palmo dalla sonda Dawn.

Un’operazione meticolosa e precisa di raccolta dati che va avanti dal giugno 2015 da quando cioè la sonda Dawn è entrata nell’orbita di Cerere.

Quello che si è rivelato davanti ai nostri occhi è un mondo molto diverso dalle attese: composto in gran parte da ghiaccio d’acqua, con una superficie mista, sia antica sia giovane e dinamica, come nel caso della foto che vi propongo.

Vaste aree ricoperte da macchie luminose, un grande vulcano a forma di padella, pianure di detriti e queste grandi aree franose.

Il lobo deposizionale della frana è largo una ventina di chilometri e il flusso di ghiaccio e detriti è stato quasi sicuramente causato dalla formazione del cratere alle sue spalle.

L’impatto del meteorite stesso potrebbe aver causato il collasso della parete del cratere più antico, oppure potrebbe essere stato un processo avvenuto in seguito a causa dell’indebolimento della parete.

Su Cerere c’è ne sono centinaia di esempi come questo.  Processi geologici attivi, forse in corso anche adesso che ne parliamo.

Non è escluso neppure che l’acqua liquida sia esistita nel passato, a causa della fusione indotta da grandi e continui impatti, o magari nascosta in profondità, sotto la crosta di Cerere.

Tante scoperte creano altrettante domande negli scienziati che studiano Cerere, presto sono sicuro avremo altre notizie.

Annunci