‘Collezione’ di minerali per Curiosity


I campioni raccolti dal rover NASA su Marte sono emblematici dei cambiamenti ambientali del pianeta. I risultati della ricerca pubblicati su Earth and Planetary Science Letters.


Rocce caratterizzate da un’ampia varietà di minerali che possono aiutare gli studiosi a ricostruire la storia delle condizioni climatiche del Pianeta Rosso: è questo il frutto della ‘caccia’ effettuata nella zona del Monte Sharpda Curiosity, il rover della NASA da quasi 5 anni ‘in giro’ su Marte.

curiosity_holes.jpg

L’analisi dei campioni marziani è stata illustrata nell’articolo “Mineralogy of an ancient lacustrine mudstone succession from the Murray formation, Gale crater, Mars”, recentemente pubblicato su Earth and Planetary Science Letters; lo studio è stato realizzato da un team internazionale di ricercatori, coordinato dalla divisione ARES (Astromaterials Research and Exploration Science) del Johnson Space Center della NASA.

La base del Monte Sharp, oggetto della campagna di scavo di Curiosity, è stata raggiunta dal rover nel 2014. Gli strati rocciosi alla base del monte, secondo gli studiosi, si sono formati come sedimenti entro antichi laghi circa 3 miliardi e mezzo di anni fa e i dati raccolti da Curiosity – tramite lo strumento CheMin (Chemistry and Mineralogy) – hanno evidenziato la presenza di una vasta molteplicità di minerali, indicativi dell’evoluzione del quadro ambientale di Marte.

DB5K8-5VwAAZ-z0.jpg-large.jpeg

Nello specifico, i campioni oggetto dello studio sono quattro. Tre di essi sono stati prelevati dalla zona Pahrump Hills, un affioramento roccioso alla base del Monte Sharp contenente materiale sedimentario; il quarto, invece, è stato estratto da una roccia chiamata Buckskin, situata sempre nella parte bassa del Monte Sharp.

In generale, alla base dell’altura, sono stati individuati minerali che potrebbero derivare da un’antica fonte magmatica e che, per le quantità di ferro e magnesio, potrebbero ricordare i basalti delle Hawaii, mentre salendo un po’ più in alto sono stati riscontrati maggiormente minerali ricchi di silice.

Ogni campione, definito con uno specifico nome, presenta una peculiarità: in ‘Buckskin’ è stata trovata la tridimite (diffusa anche sulla Terra, in rocce formatesi dalla parziale fusione della crosta), in ‘Telegraph Peak’ sono presenti minerali simili al quarzo, e infine in ‘Confidence Hills’ e ‘Mojave 2’ sono stati rinvenuti minerali argillosi. Questi ultimi si formano generalmente in presenza di acqua con un indice pH vicino al neutro.

Curiosity-Navcam-Left-B-Sol-1721-June-9-2017.jpg

Tuttavia, gli ultimi due campioni recano anche tracce di jarosite, un sale che si forma nelle soluzioni acide; secondo gli studiosi, quindi, nella regione del Monte Sharp si dovrebbe essere verificata una fase in cui erano presenti fluidi acidi.

Nei campioni, inoltre, sono stati trovati diversi minerali a base di ossido di ferro, come l’ematite e la magnetite, indicativi, per i ricercatori, di una possibile ossidazione dell’acqua marziana.

La causa di questa grande varietà mineralogica è ancora oggetto di ipotesi, ma, secondo gli autori dell’articolo, l’analisi dei campioni raccolti da Curiosity conferma i cambiamenti ambientali che hanno caratterizzato il passato di Marte, quando il pianeta ha iniziato a perdere l’atmosfera e quindi l’acqua.

 

Fonte

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...