Pembrolizumab: il farmaco immunoterapico che sconfigge il cancro


Il pembrolizumab, principio attivo del farmaco Keytruda, risulta essere estremamente efficace contro il cancro nei pazienti affetti da una specifica anomalia genetica che impedisce la riparazione dei danni al DNA.


Un nutrito team di ricercatori e oncologi provenienti da vari istituti americani ha scoperto che il promettente immunoterapico pembrolizumab, principio attivo del farmaco Keytruda, risulta essere particolarmente efficace contro il cancro nei pazienti colpiti da una specifica anomalia genetica. Già balzato agli onori della cronaca per la sua efficacia nel trattamento, tra gli altri, del cancro alla vescica, del linfoma di Hodgkin e del tumore al polmone, come dimostrato da una recente ricerca pubblicata sull’autorevole The Lancet Oncology, il farmaco prodotto dalla casa farmaceutica Merck ha dato risultati estremamente incoraggianti nei malati che soffrono di un’anomalia (deficit del mismatch repair – MMR) per la quale le cellule non riescono a rettificare i danni al DNA durante il processo di replicazione,

I numeri divulgati dagli studiosi sulle pagine della American Association for the Advancement of Science (AAAS) parlano chiaro. Degli 86 pazienti coinvolti in un trial clinico e colpiti da 12 differenti tipologie di tumori, tutti con deficit-MMR, il pembrolizumab è riuscito a ridurre la dimensione della massa cancerosa e a bloccarne la proliferazione in 66, mentre in 18 il cancro è totalmente scomparso. Di questi ultimi, in 11 hanno smesso di assumere il farmaco e non hanno presentato evidenza di recidiva per una media di 8,3 mesi.

“Un paziente, un giovane studente laureato, era destinato ad andare in un ospizio per malati terminali due giorni prima di ricevere il risultato di un test, che ha mostrato avere un tumore MMR-deficit”, ha sottolineato il professor Bert Vogelstein della Johns Hopkins University e autore principale dello studio. “Poco dopo l’inizio della sperimentazione, è andato in remissione. Da allora è stato in grado di finire il dottorato, sposarsi e vivere una vita felice e produttiva”. Di storie come questa ve ne sono diverse e sottolineano la grandissima efficacia del pembrolizumab.

Non è dunque un caso che la Food and Drugs Administration (FDA), l’ente americano deputato al controllo degli alimenti e dei medicinali, lo abbia approvato rapidamente proprio per il trattamento oncologico di pazienti affetti da questa specifica anomalia genetica. L’efficacia del principio attivo, un anticorpo umanizzato anti-PD-1, risiede nel fatto che riesce a ‘smascherare’ le cellule tumorali e dunque supporta il sistema immunitario a colpirle e a distruggerle. Gli scienziati ritengono che questa immunoterapia potrebbe essere efficace contro 60mila casi di cancro ogni anno nei soli Stati Uniti, salvando la vita a moltissime persone. I dettagli del promettente studio sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Science.

 

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