L’evoluzione ha “rimescolato” il Dna dei mammiferi


Lo studio potrà essere utile anche per combattere i tumori.


 

La ricostruzione digitale dei cromosomi dei mammiferi ha rivelato che, nel corso dell’evoluzione, il materiale genetico è stato “rimescolato” più volte come un mazzo di carte. Ricercatori dell’Università della California, a Davis, hanno scoperto la causa della grande diversità cromosomica presente in questa classe di animali, con uno studio che potrà anche aiutare a capire i punti del nostro Dna che sono alla base dei tumori e di altre malattie. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science.

I cromosomi sono le strutture in cui è impacchettato il Dna insieme alle proteine. Da un lato sembra ovvio che questi debbano essere cambiati da una specie all’altra, basta guardare quanto è diversa una scimmia da una balena, ma dall’altro i ricercatori hanno ancora molto da imparare riguardo a come questi cambiamenti abbiano influenzato il corso dell’evoluzione. I primi antenati dei mammiferi, circa 105 milioni di anni fa, avevano le dimensioni di un topo, vivevano all’interno degli alberi e mangiavano insetti.

Per capire come sono cambiati i cromosomi nel corso del tempo, bisogna prima ricostruire quelli di questi mammiferi ancestrali, rimettendo insieme un puzzle molto complicato. Il gruppo guidato da Harris Lewin ha messo a confronto le sequenze genetiche di 19 mammiferi, ma il Dna di solito non rivela come è distribuito nei vari cromosomi. Perciò i ricercatori hanno scritto un sofisticato programma al computer, che è stato in grado di ricostruire i cromosomi originali, basandosi su quali parti sono ancora insieme nelle 19 specie analizzate.

Il risultato sono stati 21 cromosomi ancestrali: alcuni di questi sono rimasti intatti col passare del tempo, ad esempio gli esseri umani ne conservano 5 su 46, ma molti si sono rotti, scambiando pezzi all’interno dello stesso cromosoma o con altri. “La grande sorpresa è stato vedere come i cromosomi si sono evoluti in modo differente nei vari gruppi di mammiferi: è uno dei più splendidi esempi di cambiamenti graduali che portano all’evoluzione di nuove specie”, ha dichiarato Lewin.

 

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