Il caos magnetico da cui nasce una stella


L’osservatorio ALMA ha evidenziato un campo magnetico debole e disorganizzato intorno a una protostella nella costellazione del Serpente. La scoperta contrasta con l’idea ritenuta valida finora secondo cui la nascita delle stelle fosse legata a un campo magnetico intenso e ordinato.


 

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Immagine artistica delle linee caotiche di campo magnetico che circondano una protostella appena emersa dal suo bozzolo.

Estremamente energetiche e ordinate in una struttura fissa. Così gli astrofisici pensavano che fossero le linee di campo magnetico nella regione di spazio attorno a una stella in corso di formazione, quasi a comporre sbarre di una gigantesca prigione. Solo di recente alcune osservazioni hanno fatto pensare a un modello differente, in cui le enormi turbolenze del materiale che collassa per formare la stella determina un notevole caos anche nel campo magnetico interstellare.

Ora gli strumenti sofisticati dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), situato a oltre 5000 metri di quota in Cile, hanno mostrato che attorno a una protostella chiamata Ser-emb 8, a 1400 anni luce di distanza da noi, nella costellazione del Serpente, le linee di campo magnetico sono sorprendentemente deboli e molto disorganizzate. Lo riferiscono in un articolo pubblicato sulle “Astrophysical Journal Letters” Charles Hull e colleghi del National Radio Astronomy Observatory di Charlottesville.

Il risultato suggerisce che l’interazione tra la dinamica di formazione delle stelle e il campo magnetico interstellare sia molto più complessa di quanto ipotizzato finora sulla base delle osservazioni da telescopio di altre protostelle giovani. E fornisce quindi anche nuovi dati sull’origine del Sole.

Una protostella giovane infatti ha tipicamente un campo magnetico “a clessidra” centrato in corrispondenza della protostella stessa. Le linee di forza di questo campo magnetico si estendono per anni luce nella nube di polveri e gas che la circondano.

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La struttura rappresenta l’orientamento del campo magnetico nella regione che circonda la protostella Ser-emb 8, misurato dal telescopio ALMA. La regione in grigio è l’emissione nella lunghezza d’onda millimetrica della polvere.

La svolta sperimentale è dovuta al fatto che ALMA può studiare i campi magnetici alle piccole scale, fino alle regioni più interne del materiale aggregato da cui si forma una stella. I dati così ottenuti si possono confrontare con le simulazioni dei supercomputer alle diverse scale dimensionali, cioè per distanze dal centro stellare comprese tra 140 e un milione di unità astronomiche, ottenendo importanti informazioni dei primi stadi di formazione delle stelle magnetizzate.

Nel caso di Ser-emb 8, gli astronomi sono convinti di aver catturato il campo magnetico originario intorno alla protostella, prima che la proiezione verso l’esterno di materiale ne cancellasse la struttura originaria.

“Le nostre osservazioni mostrano che l’importanza del campo magnetico nella formazione stellare può variare fortemente da stella a stella”, ha spiegato Hull. “Questa protostella sembra essersi formata in un ambiente debolmente magnetizzato e dominato dalla turbolenza, mentre le precedenti osservazioni mostravano sorgenti che si formavano in ambienti fortemente magnetizzati. I prossimi studi riveleranno quanto possa essere comune questo scenario”.

 

Fonte, ALMA Observatory

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