Il cerotto contro l’influenza: la rivoluzione indolore dei vaccini


Il cerotto, testato con successo nel primo trial clinico, offre la stessa protezione della classica iniezione, non provoca dolore, può essere conservato a temperatura ambiente e non produce effetti collaterali significativi.


Ricercatori della prestigiosa Emory University di Atlanta in collaborazione con i colleghi del Georgia Institute of Technology hanno sviluppato un cerotto in grado somministrare il vaccino antinfluenzale, che dai primi test ha mostrato gli stessi risultati della classica iniezione. Secondo gli studiosi, coordinati dalla dottoressa Nadine Rouphael, docente presso la Scuola di Medicina dell’ateneo americano, una simile applicazione totalmente indolore, priva di effetti collaterali significativi e con diversi benefici in termini di conservazione, trasporto e metodi di utilizzo, potrebbe spingere molte più persone a vaccinarsi contro l’influenza.“Nonostante la raccomandazione della vaccinazione antinfluenzale universale, l’influenza continua ad essere una delle principali cause di malattia che porta a significativa morbilità e mortalità”, ha sottolineato l’autrice principale dello studio.

Il segreto del cerotto risiede in cento aghi microscopici che una volta a contatto con la pelle rilasciano rapidamente il vaccino, e nel giro di venti minuti si dissolvono senza generare rifiuti ‘speciali’, come ad esempio avviene con gli aghi delle siringhe dei normali vaccini. A differenza di questi ultimi, che debbono essere conservati in frigo, il cerotto può essere tenuto tranquillamente a temperatura ambiente, inoltre può essere facilmente auto-somministrato. Gli unici effetti collaterali evidenziati dai ricercatori sono un leggero arrossamento dell’area di applicazione e un po’ di prurito, che svaniscono nel giro di 2/3 giorni al massimo.

Per valutare l’efficacia dell’innovativo cerotto, nel 2015 sono stati coinvolti cento volontari tra i 18 e i 49 anni, tutti non vaccinati. I partecipanti sono stati suddivisi in quattro distinti gruppi: il primo è stato trattato col classico vaccino a iniezione; il secondo con un cerotto-placebo; il terzo con cerotto vaccinale auto-somministrato e il quarto con cerotto applicato dal medico. Dalle analisi eseguite sui campioni di sangue, effettuate a sei mesi dall’esperimento, la risposta degli anticorpi è risultata identica in tutti e tre i gruppi trattati col vaccino. Non a caso, più del 70 percento di coloro che hanno testato il cerotto ha specificato di preferire questo metodo a quello dell’iniezione. Prima dell’immissione su larga scala, dovrà essere testato su un numero superiore di pazienti. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica The Lancet.

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