VLBA SCOPRE DUE BUCHI NERI IN ORBITA STRETTA


Un team internazionale di studiosi ha osservato con i radiotelescopi del Very Long Baseline Array una coppia di buchi neri in orbita l’uno intorno all’altro, a più di 750 milioni di anni luce. Un’osservazione che, secondo gli esperti, potrà aiutare a comprendere il futuro della Via Lattea, destinata a fondersi con la galassia di Andromeda.


Due buchi neri supermassicci che si muovono in orbita stretta tra loro, al centro di una galassia lontana circa 750 milioni di anni luce dalla Terra. Sfruttando l’ultravista del sistema di radiotelescopi collegati in diversi punti degli Stati Uniti e operanti in remoto Vlba ‒ il Very Long Baseline Array ‒ gli astronomi sono riusciti a individuare il primo sistema binario, se così si può definire, di buchi neri nell’universo conosciuto. Una strana coppia che promette di generare onde gravitazionali capaci di increspare tutto l’universo quando, nel giro di qualche milione di anni, andranno a fondersi al centro della galassia che li ospita.

«Immaginate un supereroe, dotato di supervista, e capace di distinguere le monete da 1 e 2 euro, osservandole da un paio di migliaia di chilometri di distanza. Da Milano, riuscirebbe a capire se vi devono dare il resto per un caffè pagato a Palermo. Impossibile? È quello che fanno tutti i giorni i sistemi di radiotelescopi come il Vlba osservando una sorgente celeste», scherza Gabriele Ghisellini dell’Istituto nazionale di astrofisica. «Ma c’è di più: in questo caso grazie a Vlba, osservando il centro di una lontanissima galassia attiva, siamo stati in grado di distinguere per la prima volta due buchi neri di taglia XXL in orbita l’uno attorno all’altro».

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L’ Immagine VLBA della regione al centro della galassia 0402+379 visualizza i due buchi neri identificati in c1 e c2.

I due buchi neri, con una massa combinata paragonabile a 15 miliardi di volte quella del nostro Sole, sono separati fra loro da appena 24 anni luce. Non è certo una novità scovare questo genere di oggetti al centro di una galassia; si tratta di qualcosa di abbastanza comune. Il fatto che si tratti di una coppia di buchi neri sembra però suggerire che la galassia in questione si sia in passato fusa con una galassia vicina e che nel futuro anche i buchi neri che stavano al centro di entrambe finiranno per fondersi insieme in un evento eccezionale.

«Una distanza di due dozzine di anni luce può sembrare grande, ma non per questo genere di oggetti celesti. È come se i due buchi neri fossero abbracciati in un valzer fatale», spiega Ghisellini. «Tra qualche milione di anni si fonderanno in un fuoco d’artificio di onde gravitazionali. Una buona notizia per i cacciatori di onde gravitazionali che stanno costruendo LISA, il sistema di tre satelliti che nello spazio daranno presto vita a un imponente interferometro spaziale. Lancio previsto nel 2034!».

La galassia che ospita i due buchi neri è una galassia di tipo ellittico chiamata 0402+379 ed è stata osservata la prima volta nel 1995. È stata studiata da Vlba nel 2003 e nel 2005.


 

l’articolo su The Astrophysical Journal: Constraining the Orbit of the Supermassive Black Hole Binary 0402 379.

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