La durata della vita ha un limite massimo?


Secondo un nuovo studio non ci sarebbe alcun limite massimo della vita, suggerendo come questo segua la stessa tendenza del tasso della durata media della vita.


La persona più anziana del mondo? Fino a poco tempo fa era Emma Morano, una donna italiana morta l’aprile scorso a ben 117 anni, diventata così la quinta persona più longeva di tutti i tempi. Gli ultra-centenari, persone come appunto Morano, continuano ad affascinare le menti degli scienziati, che si domandano se esista o meno un limite naturale all’età degli essere umani. Secondo un nuovo studio canadese, appena pubblicato su Nature, non esisterebbe alcuna prova di un limite massimo all’età di un essere umano, un risultato che contraddice, parzialmente, quelli cui erano giunte diverse ricerche precedenti.

Infatti, un studio pubblicato a ottobre scorso su Nature aveva concluso che la crescita della durata massima della vita fosse destinata a rallentare fino a raggiungere un punto di arrivo, ovvero i 125 anni di età. O meglio, gli autori avevano calcolato che la probabilità che qualcuno riesca a sopravvivere e superi questa soglia sarebbe una su diecimila. Secondo il team di ricercatori, questo limite naturale non è stabilito da geni programmati, ma è da intendersi piuttosto come un limite biologico, un effetto collaterale dello sviluppo, modellato dall’evoluzione.

Ma ora la ricerca due biologi della McGill University (in Canada), Bryan G. Hughes e Siegfried Hekimi, è arrivata a una conclusione decisamente diversa: analizzando la durata della vita delle persone più anziane degli Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Giappone per ogni anno dal 1968, i due ricercatori non hanno trovato alcuna prova dell’esistenza di questo limite naturale.

Non sappiamo quale potrebbe essere questo limite d’età”, spiega Hekimi. “Infatti, per ora, possiamo dimostrare che la durata massima e la durata media della vita potrebbero continuare ad aumentare in futuro”. Come spiegano i ricercatori, l’aspettativa di vita è migliorata notevolmente nel corso degli anni: nel 1920, per esempio, un neonato poteva aspettarsi di vivere 60 anni, uno nato nel 1980 76 anni e oggi l’aspettativa di vita è salita a 82 anni. “Il limite massima della vita sembrerebbe seguire lo stesso trend”, aggiunge l’autore.

Secondo alcuni scienziati nell’ultimo secolo l’innovazione tecnologica, i progressi della medicina e i miglioramenti delle condizioni di vita in generale contribuiscono a prolungare il più possibile l’aspettativa di vita media, alzando di conseguenza il limite naturale dell’età degli esseri umani. “È impossibile stabilirlo”, conclude Hekimi. “300 anni fa, molte persone vivevano una vita molto breve. Se avessimo detto loro che un giorno la maggior parte degli esseri umani poteva vivere fino a 100, ci avrebbero preso per pazzi”.

A prescindere se esista o meno un limite massimo di età, è fuori discussione che l’aspettativa di vita media stia aumentando notevolmente, portandoci a vivere sempre più a lungo. Ricordiamo infatti, che secondo uno studio inglese dell’Imperial College di Londra e dell’Oms, apparso su Lancet a febbraio scorso, nel 2030 l’aspettativa di vita sarà superiore ai 90 anni. Discorso a parte, invece, deve essere fatto per l’Italia, che secondo l’ultimo Rapporto di Osservasalute 2016, nel nostro paese l’aspettativa di vita risulta essersi abbassata, con una notevole disparità tra le regioni del Nord e del Sud, dovuta probabilmente a una minor disponibilità delle risorse economiche e dei servizi sanitari del Sud.

 

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