La firma del metanolo su Encelado


Il telescopio spagnolo IRAM ha individuato tracce del composto intorno alla luna di Saturno, che potrebbe rivelare di più sull’evoluzione dei celebri pennacchi.

 

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L’immagine NASA di Encelado all’interno dell’anello E in orbita intorno a Saturno.

Encelado torna a far parlare di sé. Il telescopio spagnolo IRAM ha individuato tracce di metanolo intorno alla luna di Saturno: la scoperta suggerisce che i composti espulsi dai ben noti pennacchi compiono un viaggio molto complesso, una volta emessi nello spazio. Lo studio, condotto da un team di scienziati dell’Università di Cardiff, è stato presentato nella giornata odierna al National Astronomy Meeting dell’Università di Hull.

I pennacchi di Encelado, composti in gran parte di acqua, sono originati dall’oceano sotterraneo presente sulla luna e affiorano attraverso le fessure situate sulla sua superficie gelida. Secondo il risultato di alcuni studi, questi pennacchi fornirebbero il  materiale di accrescimento per l’anello E, uno degli anelli esterni di Saturno.

“La scoperta di oceani di acqua liquida sotto la superficie di alcune lune ghiacciate del Sistema Solare ha suscitato molti interrogativi sulla presenza di forme di vita – ha commentato Emily Drabek-Maunder, autrice dello studio – ma i risultati del nostro studio suggeriscono che la presenza di metanolo sia dovuta ad altre reazioni chimiche, che si verificano quando le sostanze di cui sono composti i pennacchi si liberano nello spazio. Per questo motivo riteniamo improbabile che quest’ultima scoperta possa indicare la presenza di vita su Encelado”.

Gli studi passati che hanno visto protagonista Encelado sono stati realizzati servendosi dei dati raccolti dalla sonda NASA-ASI-ESA Cassini, che ha rilevato molecole di metanolo e altri composti durante i suoi sorvoli nelle vicinanze dei pennacchi. Studi più recenti, hanno poi intercettato quantità simili di metanolo negli oceani terrestri.

Secondo il parere degli scienziati, la quantità inaspettata di metanolo recentemente rilevata può avere due possibili origini. La prima, coinvolge una nube di gas espulsa da Encelado precedentemente intrappolata dal campo magnetico di Saturno. La seconda, invece, prevede che il gas si sia diffuso all’interno dell’anello E. In entrambi i casi, la presenza di metanolo è notevolmente aumentata rispetto alle osservazioni precedenti effettuate sui pennacchi.

“Ora sappiamo che è possibile individuare molecole chimiche su Encelado attraverso osservazioni con strumenti da terra – conclude Drabek-Maunder – ma per capire la complessità delle reazioni che avvengono al di sotto della sua superficie, sarà necessario affidarsi alle missioni spaziali del futuro che continueranno l’eccezionale lavoro iniziato da Cassini”.

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