Perché gli animali sono diventati giganteschi


Grazie allo studio di antichissimi organismi marini, i rangeomorfi vissuti centinaia di milioni di anni fa, ricercatori americani hanno determinato che le dimensioni degli animali durante l’evoluzione si sono accresciute a causa di importanti cambiamenti chimici.


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La ricostruzione di un rangeomorfo.

Ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’Istituto di Tecnologia di Tokyo hanno determinato che le dimensioni degli animali, nel corso dell’evoluzione, si sono accresciute a causa di importanti cambiamenti chimici, in particolar modo negli oceani, dove tali variazioni hanno comportato differenti concentrazioni di ossigeno e nutrienti. Per giungere a questa conclusione, gli studiosi coordinati dalla professoressa Jennifer Hoyal Cuthill hanno analizzato i rangeomorfi (Rangeomorpha), una classe di criptici organismi vissuta centinaia di milioni di anni fa e che una volta scomparsa non ha lasciato ‘eredi’ paragonabili sulla Terra.

Simili alle fronde di una pianta, questi organismi vivevano immobili sul fondo degli oceani, dove molto probabilmente sfruttavano un complesso sistema di riproduzione asessuata, forse legato alla semplice caduta di una delle ‘foglie’ sul fondale marino. Vissuti tra i 635 e i 541 milioni di anni fa, essi erano in pratica i giganti dell’epoca, dato che in quel periodo la maggior parte degli organismi era ancora microscopica. I rangeomorfi spaziavano invece dai pochi centimetri fino ai due metri di lunghezza di alcuni esemplari, i cui fossili sono stati recuperati in varie parti del mondo, dal Canada (in particolare sull’isola di Terranova) al Regno Unito, passando per l’Australia.

I ricercatori si sono domandati perché essi avessero dimensioni così diversificate fra loro, così hanno deciso di analizzare i vari fossili con un sistema di micro-tomografia a raggi-X computerizzata (micro CT), integrandolo con misurazioni fotografiche e vari calcoli informatici. Dai risultati è emerso che la loro crescita era correlata ai nutrienti sospesi nell’acqua. Com’è noto, tutti gli organismi per sopravvivere e crescere hanno bisogno del nutrimento, ma in taluni casi esso può impattare anche sulla forma e sulle dimensioni, la cosiddetta plasticità eco-fenotipica. Secondo Cuthill e colleghi si trattava di un aspetto determinante nella vita dei rangeomorfi, che potevano diventare più lunghi e conici in specifiche condizioni ambientali.

Hanno infatti scoperto che quelli associati a maggiori concentrazioni di ossigeno, a sua volta legato a esplosioni di nutrienti, erano più grandi degli altri, inoltre hanno dimostrato che le loro dimensioni si ridussero a causa delle rinnovate condizioni geochimiche scaturite dalla glaciazione di Glaskiers. Secondo gli studiosi questi cambiamenti sarebbero alla base del passaggio dalla vita microscopica a quella macroscopica, che ha permesso la nascita di veri e proprio giganti come i dinosauri, le balenottere e gli elefanti. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Ecology and Evolution.

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