Un mega asteroide nel passato di Marte


Un nuovo studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, ipotizza l’impatto di un corpo celeste massiccio sulla superfice del pianeta, che avrebbe subito delle trasformazioni radicali.


 

Le sue dimensioni sono ‘extra large’ – almeno 1200 chilometri di diametro – e, oltre 4 miliardi di anni fa, la sua ‘visita’, non proprio di cortesia, al quarto pianeta del Sistema Solare avrebbe avuto conseguenze piuttosto pesanti. Stiamo parlando dell’asteroide che avrebbe cambiato in maniera radicale il volto di Marte e che è al centro di uno studio condotto da un team dell’Università del Colorado.

La ricerca, illustrata nell’articolo “A colossal impact enriched Mars’ mantle with noble metals”, è stata recentemente pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters.

Il gruppo di lavoro ritiene che l’impatto di un asteroide massiccio su Marte possa essere all’origine delle sue tre principali peculiarità geologiche: le differenze tra i due emisferi, la presenza di metalli rari nella sua composizione e i due satelliti naturali di forma irregolare.

L’ipotesi di un impatto devastante era stata già formulata oltre 30 anni fa (single impact hypothesis) e, in tempi recenti, è tornata alla ribalta grazie al contributo offerto dalle simulazioni con modelli informatici che hanno consentito agli studiosi di ricreare la condizioni che avrebbero cambiato per sempre il Pianeta Rosso.

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Secondo il team della ricerca, che ha basato il proprio lavoro sulle simulazioni e sullo studio di campioni da meteoriti marziane, l’asteroide in questione avrebbe colpito particolarmente l’emisfero nord del pianeta, portandone via una parte, e avrebbe depositato nel suo ‘cuore’ una serie di elementi metallici rari, quali platino, osmio e iridio.

Dall’impatto, inoltre, sarebbe derivato un anello di detriti rocciosi che, in un periodo successivo, avrebbero dato luogo, raggruppandosi, a Phobos (foto a destra) e Deimos, le due lune del Pianeta Rosso.

Gli autori del paper intendono svolgere ulteriori approfondimenti, soprattutto dal punto di vista della mineralogia di Marte, e ritengono che la ricerca effettuata possa schiudere nuove prospettive nell’ambito dei processi che hanno portato alla nascita dei pianeti.

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