Caccia ai microrganismi su Encelado


La tecnica della microscopia digitale olografica potrebbe essere utilizzata per individuare eventuali tracce di microbi presenti nei geyser della luna di Saturno.


Occhi puntati sui Encelado. La luna ghiacciata di Saturno sarebbe –  secondo uno studio realizzato dal Caltech – il luogo ideale per sperimentare la microscopia olografica digitale una tecnica che si serve dei laser per realizzare immagini 3D, utili per la rilevazione di eventuali forme microbiche extraterrestri.

Il microscopio olografico digitale, appositamente modificato per essere utilizzato nel campo dell’astrobiologia, dovrebbe essere utilizzato per esaminare i movimenti degli eventuali microbi presenti nei pennacchi di vapore acqueo presenti sulla superficie di Encelado. Questo tipo di analisi dovrebbe essere condotto da una sonda in grado di passare attraverso i geyser di Encelado: una soluzione di gran lunga più economica rispetto all’atterraggio di una sonda sulla superficie della luna.

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Nella microscopia olografica digitale, un oggetto viene illuminato con il laser e la luce che se ne ottiene viene misurata tramite un apposito rilevatore. La luce contiene informazioni sia sulla sua intensità che sulla sua fase, due informazioni utili alla ricostruzione in 3D dell’oggetto grazie a un computer, che può anche mostrare il movimento attraverso tutte e tre le dimensioni.

“La microscopia olografica digitale permette di vedere e  di tenere traccia dei minimi movimenti – dice Jay Nadeau, uno degli autori dello studio – inoltre, analizzando  i potenziali batteri con coloranti fluorescenti che si legano a grandi classi di molecole indicatori di proteine, zuccheri, lipidi e acidi nucleici potremmo capire quali tipi di microrganismi stiamo osservando”. Per rendere questa tecnica applicabile nell’ambiente ostile di Encelado, il team del Caltech ha voluto testarla sui batteri presenti nelle acque dell’Artico, piuttosto inattivi a causa delle rigide temperature.

Grazie alla microscopia olografica, i ricercatori sono riusciti ad individuare organismi con densità di popolazione pari a  1.000 cellule per millilitro di volume, simili a quelle che vivono in alcuni degli ambienti più ostili della Terra, come i laghi subglaciali. Queta soglia di rilevazione rende la tecnica della microscopia olografica ideale per la rilevazione rapida dei microorganismi che poterebbero popolare i getti di Encelado. Nella prossima fase dello studio, gli scienziati cercheranno di replicare i risultati utilizzando campioni provenienti da altre aree povere di microrganismi come l’Antartide.

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