L’apparente indifferenza del buco nero


Un team USA ha studiato un incontro tra Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea, e un inatteso visitatore: la nube G2. L’apparente quiete che ha accompagnato il fenomeno fa pensare che G2 non sia una semplice nuvola di gas, ma contenga un oggetto di tipo stellare.


 

Una visita inattesa si è svolta nel cuore della Via Lattea, dove dimora il buco nero supermassiccio Sagittarius A*. Il visitatore cosmico è la nube G2. L’incontro passa quasi inosservato. Nessun clamore, nessuna apparente conseguenza.

Un team di scienziati USA dell’University of Maryland, dell’University of Wisconsin-Madison, della Colorado Mesa University e della National Science Foundation (NSF) si è interrogato sulle ragioni di tanta tranquillità, malgrado l’incontro sia avvenuto in uno dei luoghi più inquieti del Cosmo: nei pressi di un vorace buco nero. I dettagli della ricerca USA sono illustrati in uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal.

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Sagittarius A* è un mostro con una massa pari a circa 4,6 milioni di volte quella del Sole. Il suo visitatore si è avvicinato a una distanza di 36 ore luce. Stiracchiata dall’abbraccio gravitazionale del buco nero, G2 si è allungata come una vigorosa pennellata su una tela. Gli scienziati si attendevano, di conseguenza, un aumento di luminosità di Sagittarius A*, man mano che ingurgitava nuovo materiale da G2. Ma così non è stato. Nessun fuoco d’artificio. Il buco nero è rimasto quasi impassibile. Relativamente quieto.

Questo strano comportamento ha fatto sorgere dubbi sulla reale identità del visitatore. L’ipotesi degli scienziati USA è che, in realtà, non si tratti di una nube di gas. Per trovare una risposta, gli esperti hanno riprodotto in laboratorio l’incontro tra G2 e Sagittarius A*, attraverso simulazioni al computer in 3D.

Il confronto delle osservazioni con le simulazioni indica che G2 non è, in effetti, solo una nube di gas. C’è in essa una componente fredda, di massa ridotta, che è riconducibile a una nuvola di gas. Ma anche una seconda componente più massiva, compatta, che ricorda un oggetto polveroso di tipo stellare. È questa dualità, secondo gli autori, la ragione dello strano comportamento nei pressi del buco nero. E dell’apparente indifferenza del buco nero.

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