L’orizzonte di Cassini


La sonda, che da venti anni esplora l’affascinante mondo del ‘signore degli anelli’ del Sistema Solare e delle sue lune, ha realizzato uno scatto ravvicinato di Saturno nella foschia, con gli anelli oltre l’orizzonte. Lo stesso orizzonte nel quale sparirà a metà settembre 2017, per il suo tuffo finale.


 

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Nebbie all’orizzonte per Saturno. La sonda Cassini ha scattato un’affascinante immagine ravvicinata del pianeta dalle grandi orecchie. Uno scatto che lo ritrae all’orizzonte, nella foschia che va diradandosi nella parte destra, con gli anelli sullo sfondo.

Si tratta di un’immagine in falsi colori, ottenuta attraverso una composizione di scatti catturati con filtri spettrali per il rosso, il verde e l’ultravioletto. La foto di Cassini è stata realizzata a una distanza di circa 1,25 milioni di chilometri da Saturno.

Lanciato il 15 ottobre 1997 da Cape Canaveral, questo messaggero interplanetario spedito dalla Terra venti anni fa per esplorare l’affascinante mondo del ‘signore degli anelli’ del Sistema Solare, si è inserito nell’orbita di Saturno l’1 luglio 2004, dopo quasi sette anni di viaggio e un tragitto di oltre tre miliardi e mezzo di chilometri.

La navicella spaziale porta il nome dell’astronomo Gian Domenico Cassini, il primo a scoprire la divisione negli anelli di Saturno, e quattro delle oltre 60 lune che gli orbitano intorno come un mini Sistema Solare.

Frutto di una collaborazione tra la NASA, l’ESA e l’ASI, Cassini nei mesi scorsi ha iniziato la sua ultima esplorazione, avventurandosi dove mai prima d’ora si era spinta una missione robotica: tra gli anelli di ghiaccio e polveri di Saturno. Il primo di una serie di una ventina di spettacolari tuffi. Prima del ‘Grand finale’ di metà settembre 2017, quando la sonda si getterà in picchiata su Saturno, sparendo tra le sue nebbie.

Una manovra obbligata, scelta dagli scienziati per evitare che possa vagabondare tra lune e anelli di Saturno, con il rischio ad esempio d’impattare, contaminandone l’habitat, su Encelado, una delle sue lune di ghiaccio, punteggiata da sbuffi d’idrogeno, che potrebbe ospitare forme di vita microbica.

Prima di sparire definitivamente tra le nebbie di Saturno, però, Cassini attraverserà l’atmosfera superiore del signore degli anelli durante le sue ultime cinque orbite. Regalandoci ancora immagini inedite di questo angolo del Sistema Solare.

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