C’è una sostanza che può generare cellule aliene sulla luna di Saturno


Grazie ai sensori del potente radiointerferometro ALMA installato in Cile gli scienziati della NASA hanno rilevato grandi conentrazioni di acrilonitrile su Titano, una sostanza in grado di formare membrane simili a quelle delle cellule terrestri.


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I dati archiviati di ALMA hanno confermato che le molecole di cianuro di vinile risiedono nell’atmosfera di Titano, la più grande luna di Saturno.

Un team di ricerca del Goddard Center for Astrobiology della NASA ha scoperto che su Titano, il più grande satellite del pianeta Saturno, è presente in abbondanza un composto chimico chiamato acrilonitrile, sospettato da anni di essere un potenziale “mattone” della vita aliena. Gli studiosi, coordinati dal professor Maureen Palmer e dal dirigente Michael Mumma, non si sono avvalsi dei rilievi della sonda Cassini, attualmente impegnata nelle manovre del “Gran Finale” attorno al gigante gassoso, ma del potentissimo radiointerferometro Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) posizionato in Cile.

Grazie ai sensori dello strumento gli scienziati hanno individuato con certezza abbondanti concentrazioni di acrilonitrile a 200 e oltre chilometri di altezza, nella stratosfera, responsabile del tipico color arancio brunastro del satellite. Il composto chimico attraverso le piogge precipiterebbe sulla superficie di Titano, dove a causa delle sue caratteristiche potrebbe aver dato origine a una sorta di contenitore sferico alla base delle potenziali cellule aliene, che gli astrobiologi hanno soprannominato “azotosoma”.

Perché l’acrilonitrile è un perfetto candidato per la vita extraterrestre? Secondo i ricercatori tutto dipende dalla sua struttura, che permette la formazione di una membrana laminare equiparabile a quella lipidica presente nelle cellule animali e vegetali terrestri. Queste ultime su Titano non potrebbero formarsi e sopravvivere, a causa delle temperature rigidissime di – 179° Celsius, tuttavia non è da escludere la formazione di omologhe proprio grazie all’abbondanza di molecole di acrilonitrile, una sostanza tossica e dall’odore pungente che viene utilizzata per la creazione di materiali plastici.

“La capacità di formare una membrana stabile per separare l’ambiente interno da quello esterno è importante perché fornisce un mezzo per contenere sostanze chimiche abbastanza a lungo da permetter loro di interagire”, ha sottolineato Michael Mumma, direttore del Goddard Center for Astrobiology. “Se strutture simili a membrane possono formarsi da acrilonitrile, potrebbe trattarsi di un passo importante sul percorso per la vita sulla luna di Saturno, Titano”. Non è la prima volta che si descrive la presenza di questa sostanza sul satellite del pianeta, ma col nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Advances, è stata ufficialmente confermata. Titano e l’altro satellite Encelado sono due tra i candidati migliori per ospitare vita extraterrestre nel nostro Sistema solare.

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