Fogli ‘viventi’ per riparare le ferite


Si piegano come degli origami, primi test in maiali e mucche.


Scoperti per puro caso i primi fogli ‘viventi’ fatti di materiale organico e sottili come la carta, tanto che possono essere ripiegati più volte su se stessi come degli origami. Sono la nuova frontiera della medicina rigenerativa e potranno essere utilizzati per riparare ferite o per ristabilire l’equilibrio ormonale. Descritti sulla rivista Advanced Functional Materials, sono stati ottenuti negli Stati Uniti, presso la Northwestern University.

Sono fogli sottilissimi, fatti di proteine combinate con un polimero che le rende flessibili, e quelli ottenuti finora, sperimentati maiali e mucche, riproducono i tessuti di ovaie e utero, reni, fegato e cuore. Proprio come è avvenuto per scoperte epocali, come quelle della penicillina e del nylon, i ‘fogli viventi’ sono nati per un errore, nel laboratorio di Ramille Shah, presso la McCormick School of Engineering: uno dei ricercatori, Adam Jakus, lavorava a una soluzione di proteine di tessuto ovarico per farne un inchiostro destinato a ottenere delle ovaie con una stampante 3D.

Un po’ della soluzione si è versata accidentalmente sul bancone e, quando Jakus ha cercato di recuperarla, si era solidificata in una pellicola. Per Shah non c’è dubbio che “questa nuova classe di biomateriali ha un grande potenziale per ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa, così come la per la ricerca di nuovi farmaci”.

Il tessuto vivente ha finora dimostrato di poter riparare ferite e fogli ottenuti da ovaie di mucca hanno permesso di coltivare in laboratorio dei follicoli ovarici, aprendo la possibilità di ripristinare la produzione di ormoni alle donne in menopausa o a quelle private di questa funzione da un tumore.

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