Ryugu in rotazione


Finalmente pubblicata la prima sequenza animata dell’asteroide che rivela così parecchi dettagli.

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Jaxa ha appena rilasciato il primo, attesissimo filmato con una rotazione completa dell’asteroide Ryugu, ripresa da Hayabusa-2 quando si trovava a 650-700 km dall’asteroide, nel pomeriggio/sera di giovedi. Si tratta di 52 fotogrammi su cui è stata già effettuata l’operazione di “de-pixel”; in altre parole le immagini originali, in cui l’asteroide misura 12-13 pixel, sono state sovracampionate a risoluzione molto più alta ed è poi stato applicato un opportuno filtro per interpolarne i valori di luminosità, dando loro un aspetto più naturale anche se inevitabilmente sfocato. Di seguito una versione leggermente rimpicciolita e ridimensionata rispetto all’originale, ma che comunque mostra tutti i dettagli:

Quello che si nota in questa sequenza è, tanto per cominciare, l’asse di rotazione che risulta praticamente verticale ed è, a detta di JAXA, quasi perfettamente perpendicolare all’eclittica. Inoltre, e questo è molto interessante, il verso di rotazione risulta retrogrado, cioè da Ovest verso Est! C’è poi la forma generale, piuttosto curiosa: anche se certamente più regolare e meno allungato rispetto a Itokawa, Toutatis o Eros (ho citato i più celebri asteroidi NEO visitati da sonde spaziali), Ryugu si discosta sensibilmente da una sfera e ricorda di più un poliedro irregolare… è confermata la presenza di un rigonfiamento equatoriale, mentre le regioni polari risultano “appuntite”, anche se l’aspetto cambia a seconda dell’angolo (ovvero longitudine) sotto cui si guarda. Per quanto riguarda la morfologia, vicino all’equatore si intravedono due o tre sporgenze (forse grossi massi o montagne) e una rientranza (probabilmente un cratere d’impatto); forse anche la forma “spigolosa” è dovuta a porzioni mancanti perchè scavate da enormi impatti.

Si nota anche una sorta di catena montuosa che sembra correre da un polo all’altro (visibile nei frames iniziali e finali) mentre, sotto una longitudine di circa 200°, fa capolino quella che sembra essere una enorme spaccatura nell’emisfero Nord, più stretta e profonda vicino al polo e che poi si allarga verso l’equatore. Infine, c’è la sensazione che alcune zone abbiano un’albedo più bassa, ma questo è meno chiaro e potrebbe essere anche dovuto alla morfologia combinata con la risoluzione ancora bassa. Alcune di queste strutture sono evidenziate nell’immagine in basso, dove si è cercato di renderle più evidenti tramite uno “sharpening”:anime_obs20180614_vband_v5B.gif

 

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Tutto questo è solo un assaggio di quanto vedremo nei prossimi giorni; si pensi che in questo momento la distanza si è ridotta a soli 410 km, quindi la risoluzione è già quasi raddoppiata rispetto a queste immagini!

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