Turbolenze su Giove


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La sonda Juno della Nasa ha effettuato il suo tredicesimo flyby su Giove, catturando così nuove immagini del gigante gassoso grazie alla camera JunoCam che promuove la scienza fatta dai cittadini.


 

Nuove immagini scattate da JunoCam – la camera ad alta risoluzione posizionata a bordo della sonda Juno della Nasa ritrae gli intensi getti e vortici provenienti dalla banda temperata nord, area situata al di sopra della regione temperata settentrionale di Giove.  La banda temperata nord, è una specifica zona dell’atmosfera del pianeta, prevalentemente anticiclonica, e si distingue per i suoi accesi colori che vanno dal rosso all’arancione. All’interno della banda è possibile osservare due anticicloni di colore grigio. nuovi  scatti sono stati acquisiti il 23 maggio 2018, durante il tredicesimo sorvolo ravvicinato intorno al pianeta. In quel momento la sonda si trovava a circa 7.900 chilometri di distanza dalle nubi del ‘gigante gassoso’.

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Come previsto dal team Juno, e dal suo proficuo progetto di citizen science le immagini grezze del flyby sono state rielaborate dai cittadini-scienziati – appassionati volontari sparsi su tutto il globo. La partecipazione del pubblico nella ricerca scientifica ha già permesso di realizzare spettacolari ritratti ad alta definizione del gigante gassoso.  Il nuovo scatto d’autore è stato rielaborato dallo scienziato-cittadino Kevin M. Gill.

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A bordo della sonda otto strumenti, tra cui i due esperimenti italiani realizzati con il supporto e il coordinamento dell’Asi. Si tratta della camera a infrarossi con spettrometro Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), uno strumento chiave di Juno, realizzata da Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e dell’esperimento di radioscienza KaT (Ka-band Translator/Transponder), realizzato da Thales Alenia Space, sotto la responsabilità scientifica della Sapienza Università di Roma. Il primo studierà la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso, il secondo invece analizzerà la struttura interna del pianeta, con l’obiettivo di mappare il campo di gravità di Giove. Lanciata il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral e giunta nell’orbita di Giove il 4 luglio dello scorso anno (in Italia era il 5) – Juno ha il compito di studiare l’origine, l’evoluzione e la struttura interna del pianeta, la magnetosfera polare, l’origine del campo magnetico, l’abbondanza di acqua, la caratterizzazione dei venti nella bassa atmosfera e le quantità di ossigeno e azoto.

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