Con l’aumento delle temperature, il suolo della Terra ‘respira’ sempre peggio


 

f7ddc757-a422-5318-a045-c8f8fadd4703.image.jpg

La vasta riserva di carbonio immagazzinata nel suolo sta riversandosi nell’atmosfera terrestre ad un ritmo crescente, a causa dell’aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale.  Lo testimoniano le osservazioni condotte su molti ecosistemi terrestri.

A causa dei microrganismi del suolo e della loro reazione all’aumento delle temperature, il carbonio accumulato dai detriti naturali, come foglie e funghi in decomposizione su piante morte – loro fonte di nutrimento preferita – viene convertito in anidride carbonica, che a sua volta viene immessa nell’atmosfera.

In uno studio, pubblicato il 2 agosto scorso su Nature, gli scienziati dimostrano questo carbonio prodotto sta crescendo più di quanto le piante riescano ad assorbirne attraverso la fotosintesi.

E’ stato scoperto che la velocità con cui i batteri del suolo trasferiscono carbonio dal terreno all’atmosfera è aumentato dell’1,2 per cento in un arco di tempo di 25 anni, dal 1990 al 2014.

Anche se questa percentuale può sembrare piccola, in realtà l’aumento di questo valore su scala globale in un periodo relativamente breve nella storia della Terra, è invece da considerarsi enorme.

La scoperta, supportata da migliaia di osservazioni in centinaia di siti sparsi un po’ ovunque nel mondo, è coerente con le previsioni fatte dagli scienziati sul modo in cui potrebbe rispondere la Terra a temperature sempre più calde.

“E’ essenziale sottolineare che non si tratta di sperimentazioni di laboratorio, ma di osservazioni del mondo reale”, tende a precisare Ben Bond-Lamberty, scienziato press il Joint Global Change Research Institute, una iniziativa congiunta tra il Laboratorio Nazionale del Dipartimento dell’Energia del Pacifico nordoccidentale e l’Università del Maryland, nonché principale autore dello studio.

“A causa del riscaldamento, i terreni di tutto il mondo stanno reagendo con una maggiore conversione di carbonio in CO2. Secondo la risposta che potranno dare altri componenti del ciclo del carbonio, i cambiamenti del suolo possono, potenzialmente, contribuire con un meccanismo di feedback, ad elevare ancor più le temperature”.

Globalmente, il suolo contiene circa il doppio del carbonio presente nell’atmosfera.

In una foresta il carbonio viene emesso dalla copertura vegetale, ma dobbiamo pensare a quello che rimane nel suolo e la cui emissione può avere un impatto decisivo sul pianeta.

Aumentando, difatti, il riscaldamento della Terra, si prospettano due possibilità: o il carbonio rimane imprigionato nel suolo o viene liberato nell’atmosfera come anidride carbonica, contribuendo così ad innalzare ancor più il riscaldamento del pianeta.

Purtroppo, questo dilemma fondamentale, al momento, rimane senza risposta. Per tentarne una, il team si è affidato a due reti scientifiche globali e a tutta una serie di osservazioni satellitari.

La prima rete tratta i risultati di un database, il Global Soil Respiration, che include i dati sulla ‘respirazione’ del suolo, desunti da 1500 studi in tutto il mondo.

FLUXNET, la seconda rete, attinge dati da oltre 500 torri sparse in tutto il mondo che registrano informazioni su temperatura, piogge e altri fattori climatici.

“La ricerca ci porta a concludere che, considerando l’enorme quantità di carbonio emesso, è stato possibile osservare che i batteri esercitano un’influenza enorme; molto difficile, tuttavia, da misurare su così vasta scala”, dichiara Vanessa Bailey, scienziata del suolo.

Il team si è concentrato quindi sul fenomeno noto come ‘respirazione del suolo’ che descrive come batteri e piante, per sopravvivere, assorbano sostanze come il carbonio. E ciò che emettono è CO2.

Se ne deduce che se il carbonio è la fonte di sopravvivenza delle piante, le emissioni di CO2 saranno necessarie, proprio come accade per gli esseri umani.

Aumentando la temperatura, aumenta così la respirazione del suolo.

Il team ha cercato di confrontare l’aumento della crescita della vegetazione con l’azione microbica, scoprendo che quest’ultima sta crescendo in tale misura da superare la capacità di assorbimento di carbonio da parte delle piante.

E la prova si è avuta in 25 anni, durante i quali la respirazione del suolo dovuta ai microbi è aumentata dal 54 al 63 per cento.

“L’aumento delle temperature stimola l’azione dei batteri, ma con l’aumento del tasso di respirazione del suolo, si avranno emissioni maggiori di carbonio”, conclude Bond-Lamberty.

Fonte