Nasa, ultima chiamata per Opportunity


L’Agenzia spaziale americana tenterà per i prossimi 45 giorni di ristabilire un contatto con il rover travolto dalla tempesta di sabbia su Marte. Poi chiuderà la fase di ricerca attiva.

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DAL 10 giugno la Nasa non  riceve più segnali da Opportunity, il rover che da oltre 14 anni è in missione su Marte. Opportunity ha superato, per resistenza, tutte le più rosee aspettative dell’Agenzia spaziale americana, ma rischia di non sopravvivere all’intensa tempesta di sabbia che si è scatenata a giugno sul pianeta rosso. La Nasa, in un comunicato diffuso nei giorni scorsi, ha annunciato che tenterà ancora di ristabilire un contatto per i prossimi 45 giorni, poi interromperà le ricerche.

“Se non riceveremo segnali dopo 45 giorni, il team sarà costretto a concludere che la tempesta che ha ostruito il Sole e il freddo marziano hanno provocato un guasto dal quale il rover molto probabilmente non si riprenderà” ha spiegato John Callas, project manager di Opportunity al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California.

La Nasa non dirà del tutto addio a Opportunity, però, perché l’Agenzia si è affrettata a precisare che l’ascolto “passivo” di segnali continuerà per alcuni casi, nel caso – definito “poco probabile” – che il silenzio del rover sia determinato solo da uno spesso strato di polvere accumulato sul suo display.

Opportunity è alimentato dall’energia solare e nel buio creato dalla tempesta di polvere ha spento i suoi sottosistemi.Per ricaricarsi, ora che il cielo su Marte inizia un po’ alla volta a schiarirsi, potrebbe servire qualche mese.

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