C’è uno squalo onnivoro ghiotto di alghe e piante nell’oceano: chi è lo Sphyrna tiburo


Ricercatori americani hanno scoperto la prima specie di squalo onnivora, che trae nutrimento da piante marine e alghe. Si tratta di un piccolo squalo martello (Sphyrna tiburo) che vive lungo le coste del Pacifico e dell’Atlantico. In passato si credeva che mangiasse organismi vegetali semplicemente per catturare granchi e altre prede nascoste, ma i biologi marini hanno dimostrato che assimila nutrienti dai vegetali.

sphyrna_tiburo-638x425.jpg

Scoperta la prima specie di squalo onnivora, che oltre a nutrirsi di pesci e invertebrati fa lauti pasti di alghe e piante marine. In realtà non si tratta di una specie completamente nuova per la scienza, bensì di una molto diffusa lungo le zone costiere dell’Oceano Atlantico e dell’Oceano Pacifico. Stiamo parlano dello Sphyrna tiburo, un piccolo squalo martello – lungo al massimo 1,5 metri – appartenente alla famiglia degli Sphyrnidae. È conosciuto con i nomi comuni di bonnethead shark o shovelhead (testa di pala) shark a causa della curiosa forma della sua testa. A scoprire la sua dieta peculiare un team di ricercatori del Dipartimento di Ecologia e Biologia Evoluzionistica presso l’Università della California di Irvine, che ha collaborato con un collega dell’Università Internazionale della Florida.

Gli studiosi, coordinati dalla biologa marina Samantha Christine Leigh, sapevano da anni che questi squali mangiavano continuamente alghe e piante marine (seagrass), in particolar modo nelle praterie costiere di fanerogame, tuttavia si pensava che il loro ‘brucare’ fosse una conseguenza indiretta della cattura di granchi e piccoli pesci nascosti nella vegetazione. In pratica, un pasto forzato, dal quale non avrebbero ottenuto alcun principio nutritivo. Leigh e colleghi hanno deciso di catturare cinque squali martello e allevarli in laboratorio, per capire se effettivamente i vegetali ingeriti non offrissero loro alcun beneficio nutrizionale. Hanno iniziato ad alimentarli con pasti composti per il 90 percento da organismi vegetali e per il 10 percento da cefalopodi (calamari), e dopo tre settimane hanno scoperto che tutti gli squali erano aumentati di peso. Un indizio interessante, ma non ancora una prova.

Per capire se gli squali stessero davvero ingrassando per le piante e le alghe, hanno marcato i pasti con una firma chimica facilmente identificabile, e attraverso esami di laboratorio hanno trovato alte concentrazioni del tracciante chimico sia nel sangue che nel tessuto epatico. Ciò significa che questi pesci stavano davvero aumentando di peso per i vegetali ingeriti, esattamente come un onnivoro/erbivoro. Come ultimo test hanno fatto un controllo sugli enzimi, scoprendo che negli Sphyrna tiburo, a differenza di altri squali, vi erano alte concentrazioni di quelli dedicati alla degradazione delle fibre vegetali e dei carboidrati. Si tratta dunque di squali onnivori a tutti gli effetti, i primi mai individuati dagli scienziati. Questa scoperta ha un grande impatto sul ruolo ecologico ricoperto da questi squali nei propri habitat naturali. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Proceedings of the Royal Society B.

Fonte