Stella di neutroni inedita per Hubble


Il telescopio ha scoperto un’inusuale emissione di luce infrarossa da Rx J0806.4-4123. Lo studio pubblicato su The Astrophysical Journal.

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Elaborazione artistica di Rx J0806.4-4123 e della sua emissione infrarossa .

Hubble è sempre sulla breccia e le sue osservazioni continuano a riservare sorprese alla comunità scientifica: questa volta, la sua vista acuta si è posata su una vicina stella di neutroni caratterizza da un’emissione inconsueta di luce infrarossa che potrebbe essere indicativa di caratteristiche mai osservate prima d’ora. La stella – dal complesso nome di Rx J0806.4-4123 – non ha mancato di suscitare l’interesse degli studiosi che le hanno dedicato l’articolo “Discovery of Extended Infrared Emission around the Neutron Star RxJ0806.4–4123”, pubblicato di recente su The Astrophysical Journal. La ricerca è stata condotta da un team internazionale che ha visto coinvolte le Università della Pennsylvania, dell’Arizona e di Istanbul.

Gli autori dell’articolo hanno tracciato due scenari per spiegare il fenomeno: l’emissione potrebbe essere dovuta a un disco di polveri che circonda la stella oppure derivare da uno scontro tra il vento intenso che spira dall’astro e i gas dello spazio interstellare. Le stelle di neutroni – i resti altamente densi di una stella massiccia che esplode come supernova – sono studiate generalmente nelle emissioni radio e ad alte energie, ma la nuova ricerca attesta che anche dall’infrarosso si possono ottenere informazioni interessanti. Rx J0806.4-4123 appartiene ad un gruppo di stelle di neutroni relativamente vicine (le cosiddette “Magnifiche Sette”) e più calde di quanto dovrebbero essere in rapporto alla loro età e alla riserva di energia disponibile. Lo spazio intorno a Rx J0806.4-4123 è permeato di un’area di emissioni infrarosse molto estesa, le cui dimensioni sono circa 28 miliardi di chilometri; è la prima stella di neutroni per cui viene osservata un fenomeno così esteso solo nell’infrarosso.

La prima ipotesi formulata per spiegare l’emissione riguarda appunto la presenza di un disco, il cui materiale è caduto indietro (fallback disk) e si è radunato intorno alla stella di neutroni dopo l’esplosione della supernova. L’interazione tra il disco e Rx J0806.4-4123 potrebbe aver provocato il surriscaldamento di quest’ultima e rallentato la sua rotazione. Un’ipotesi di questo tipo, se confermata, potrebbe cambiare il panorama delle attuali conoscenze sull’evoluzione delle stelle di neutroni. La seconda ipotesi, invece, propende per una nebulosa pulsar vento (pulsar wind nebula) che presuppone l’esistenza di vento intenso derivante dalla stella; il fenomeno si forma quando le particelle vengono accelerate nel campo elettrico prodotto dalla rapida rotazione della stella di neutroni. Le pulsar wind nebulae in genere sono osservabili nei raggi X e quindi una realtà del genere nell’infrarosso sarebbe davvero un unicum. Il team della ricerca conta di proseguire l’analisi di Rx quando sarà operativo il James Webb Telescope.

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