Tettonica recente su Marte


La sonda Mars Express dell’Esa ha fotografato un’area delle Cerberus Fossae in cui sono presenti fenditure riconducibili ad un’attività tettonica relativamente recente.

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Questa immagine, scattata il 27 gennaio 2018 durante l’orbita 17813 dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) sul Mars Express dell’ESA, mostra una porzione del sistema Cerberus Fossae in Elysium Planitia vicino all’equatore marziano.

Lunghi solchi che percorrono la superficie del Pianeta Rosso, estendendosi per oltre mille chilometri attraverso crateri da impatto, colline e antiche pianure vulcaniche: sono le fratture in primo piano nel set di panorami marziani realizzati da Mars Express, la sonda Esa che lo scorso 2 giugno ha celebrato i 15 anni dal lancio. Le fenditure, che seguono un andamento da nordovest a sudest, sono state individuate in una zona dell’area denominata Cerberus Fossae, un sistema di fratture nell’Elysium Planitia, regione situata vicino all’equatore del pianeta. I solchi presentano un’ampiezza molto varia, che spazia da poche decine di metri a oltre un chilometro, e sono ritenuti piuttosto giovani, al di sotto dei 10 milioni da anni; le pianure che attraversano, infatti, risalgono proprio a quell’epoca.

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Questa immagine mostra una vista obliqua che si concentra su una delle fratture che compongono il sistema Cerberus Fossae. Le fratture tagliano colline e crateri, indicando la loro relativa giovinezza.
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Questa immagine mostra una vista obliqua del sistema Cerberus Fossae su Marte. In primo piano si trova un cratere più grande, il cui aspetto scuro è attribuito alle sabbie che i venti hanno soffiato nel cratere. Tagliando la scena da sinistra a destra sono alcune delle fratture del sistema Cerberus Fossae.

Gli studiosi ritengono che queste crepe siano dovute ad un’attività tettonica e abbiano tratto origine dalle faglie che interessano gli strati superiori della superficie di Marte; potrebbero essere anche connesse all’attività vulcanica di tre crateri situati a nordovest ed aver lasciato fuoriuscire la lava. Nell’area nord della zona fotografata, appaiono alcune cavità tondeggianti (in basso a destra nella foto), che sono indicative di un processo di sprofondamento del terreno in fase iniziale; la sabbia sospinta dal vento ha creato in questi bacini una serie di aloni scuri.

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Questa vista topografica a colori mostra l’altezza relativa degli elementi di Cerberus Fossae: i rossi e i bianchi sono relativamente più alti dei blu e dei viola (vedi chiave in alto a destra per i valori).L’immagine si basa su un modello digitale del terreno della regione, da cui si può ricavare la topografia del paesaggio. Il corpo di riferimento per l’HRSC-DTM è una sfera di Marte. Il Mars Express dell’ESA ha fotografato questa regione il 27 gennaio 2018 durante l’orbita 17813. La risoluzione al suolo è di circa 16 m/pixel e l’immagine è centrata a circa 159°E/10°N.

Durante la sua lunga missione, Mars Express ha realizzato un’imponente galleria fotografica che annovera oltre 40mila immagini del Pianeta Rosso e delle sue lune. La sonda ha raccolto anche una vasta messe di dati scientifici, i cui highlight sono stati presenti all’European Planetary Science Congress 2018 che si è tenuto a Berlino in questa settimana. Mars Express vanta un significativo contributo italiano: tra gli strumenti, infatti, l’Asi ne ha forniti due a Pi nazionale, lo spettrometro di Fourier Pfs per lo studio dell’atmosfera e il radar subsuperficiale Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), realizzato con il contributo della Nasa/Jpl.

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Cerberus Fossae nel contesto dei suoi dintorni nella regione dell’Elisio Planitia di Marte vicino all’equatore.In questa immagine, le tinte blu-verdi rappresentano l’elevazione della superficie (valori indicati sulla scala in basso).

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