Il nuovo telescopio della NASA per la caccia agli esopianeti ha già individuato il suo secondo pianeta


 

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Una rappresentazione artistica del satellite Transiting Exoplanet Survey Satellite al lavoro per individuare gli esopianeti.

Gli scienziati che lavorano sui dati del più recente telescopio della NASA per la caccia ai pianeti hanno annunciato di aver individuato un secondo possibile pianeta, appena tre giorni dopo che molti degli stessi membri del team hanno annunciato il loro primo ritrovamento.

I due potenziali pianeti sono solo l’inizio, gli scienziati hanno calcolato che potrebbero scoprire 10.000 mondi in soli due anni. Entrambi provengono dal primo mese di tempo di osservazione dallo strumento – chiamato Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) – che cambia posizione ogni mese per meglio sorvegliare il cielo.

“Un secondo pianeta candidato @NASA_TESS è stato scoperto”, hanno annunciato la missione su Twitter giovedì 20 settembre. Leggermente più grande della Terra, questo pianeta orbita ogni 11 ore intorno a LHS 3844, una stella nana di tipo M a 49 anni luce di distanza. Questa scoperta è stata recensita da altri scienziati, e non vediamo l’ora di studiare questa “Terra calda”. TESS funziona fissando un campo di stelle per monitorare la loro luminosità. Se quelle stelle ospitano pianeti che si allineano nel modo giusto per scorrere davanti una stella, lo strumento registra un leggero calo di luminosità mentre il pianeta passa davanti la stella. Osservando diversi di questi eventi, chiamati transiti, gli scienziati possono calcolare le dimensioni del pianeta e la durata del suo anno. 

Su questo strano mondo, che è  grande circa un terzo della Terra, un anno dura solo 11 ore. Quel breve anno significa che il pianeta è scomodamente posizionato un pò troppo vicino alla sua stella, quindi probabilmente sperimenta troppe radiazioni e brillamenti solari perché il pianeta possa essere abitabile, hanno scritto gli autori.

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Ma anche se non volessimo vivere lì, sarebbe sicuramente bello saperne di più. Il team di ricerca ha anche utilizzato telescopi a terra per studiare il sistema stellare come un modo per verificare che il segnale che stavano raccogliendo non fosse solo un colpo di fortuna. Questo ha dato loro anche un senso della temperatura superficiale del pianeta – quasi 531 gradi Celsius.

A causa dell’alta temperatura del candidato esopianeta e della vicinanza alla sua stella, gli scienziati sono particolarmente curiosi di sapere se il pianeta può trattenere un’atmosfera essendo così vicina alla sua stella. Se possiede un’atmosfera, ciò suggerisce che il pianeta si è formato più lontano e poi si è insinuato nei pressi della sua stella dopo che la stella è invecchiata e ha smesso di fare i capricci placando la sua esuberanza energetica. La vicinanza della stella all’esopianeta significa che le osservazioni necessarie per studiarne l’atmosfera potrebbero benissimo essere possibili, hanno aggiunto gli scienziati.

Il candidato nuovo pianeta, che ora sarà considerato e studiato da altri scienziati per vedere se è veramente un pianeta, è descritto in un articolo inviato il 19 settembre al server di prestampa arXiv.org e presentato alle Astrophysical Journal Letters.

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