Sesso e religione, decifrato l’incantesimo d’amore egiziano di 1.300 anni fa


Un archeologo dell’Università di Strasburgo ha decifrato un papiro egiziano di 1.300 anni, custodito da tempo nell’archivio di un’università australiana. Si tratta di un bizzarro incantesimo dell’amore, nel quale sono raffigurate du strane creature alate e testi biblici.

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Un misterioso papiro egiziano di 1.300 anni è stato finalmente decifrato: si tratta di un incantesimo d’amore, una “ricetta” messa a punto (verosimilmente) da un mago dell’epoca per favorire l’unione tra un uomo e una donna già impegnata o comunque non disponibile. A risolvere l’enigma è stato il professor Korshi Dosoo, docente di archeologia presso l’Università di Strasburgo, che ha analizzato a fondo l’antichissimo documento facente parte della ricca collezione di papiri dell’Università Macquarie di Sydney, Australia.

Il papiro, classificato col nome P.Macq.Inv.588, oltre a testi biblici scritti in copto – la lingua egizia basata sull’alfabeto greco e altri grafemi – raffigura due bizzarre creature alate simili a uccelli al centro di esso. Poiché la pagina risulta strappata possono essere tradotti soltanto alcuni frammenti testuali, nei quali è possibile leggere frasi come “ogni bambino di Adamo”, “Chi è Cristo”, “Dio di Israele” e altri riferimenti alla Bibbia. Del resto il cristianesimo 1.300 anni fa era estremamente diffuso in Egitto, dunque non c’è da stupirsi che nei riti “magici” vi fossero riferimenti ad esso.

La parte più rilevante, come indicato dal professor Dosoo, è proprio quella relativa alla figura centrale, che risulta avvolta (praticamente abbracciata) da mani umane. Secondo lo studioso le due creature stanno a rappresentare un uomo e una donna, probabilmente collegate fra loro da un pene, ma potrebbe trattarsi anche di un legame non sessuale, come ad esempio una catena. 

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Le differenze fisiche tra le creature starebbero a indicare proprio i due sessi: quella a destra, col “becco” aperto e forse un chiodo piantato in testa, secondo Dosoo sarebbe la donna, mentre quella a sinistra che prova a beccare la donna sarebbe l’uomo. Il fatto che si guardano in faccia starebbe a suggerire l’unione, mentre la separazione sarebbe stata rappresentata con due figure viste frontalmente. L’ipotesi dello studioso deriva dall’analisi di moltissimi altri papiri analoghi: solo la collezione Macquarie australiana ne conta ben 900, la maggior parte dei quali raccolta tra il 1972 e il 1985 da Anton e Michael Fackelmann, come indicato da LiveScience. Molti di questi papiri non hanno purtroppo riferimenti storici precisi su date e origini, tuttavia lo studioso suppone che quello appena decifrato potrebbe far parte di un ricco manuale rituale incompleto di 1.300 anni fa.

La figura al centro del papiro sarebbe stata aggiunta dal mago per rendere più efficace l’incantesimo d’amore, probabilmente richiesto da un uomo innamorato. Sebbene a suo modo una simile opera possa suscitare una certa vena di romanticismo, in realtà non siamo innanzi a un idillio. Di solito infatti questi incantesimi venivano richiesti quando l’uomo non poteva conquistare la donna amata, perché spostata con qualcun altro o magari perché ancora giovane e protetta dalla propria famiglia. Insomma, è possibile che il rituale magico sia nato per spezzare il classico triangolo amoroso. I dettagli sul papiro sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Coptic Studies.

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