Il Marocco : un pò secco e un pò bagnato


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Un astronauta a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha scattato questa fotografia obliqua guardando verso il Marocco, dove il Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico presso lo stretto di Gibilterra. Il fulcro dell’immagine sono le montagne dell’Atlante, che si estendono per 2.500 chilometri attraverso il Marocco, l’Algeria e la Tunisia.

I venti occidentali provenienti dall’Oceano Atlantico portano umidità nella regione, ma le montagne fungono da barriera meteorologica tra le praterie costiere con le zone umide e il deserto del Sahara. La catena dell’Atlante causa un effetto ombra di pioggia, impedendo alle zone al di là delle montagne di ricevere sufficienti precipitazioni. Durante i mesi invernali, le cime più alte delle montagne dell’Atlante sono tra le poche parti dell’Africa a vedere la neve.

Le regioni più umide lungo la costa marocchina includono molte “zone umide di importanza internazionale” di Ramsar, che sono siti di svernamento per gli uccelli acquatici migratori.

Al di là delle montagne, il clima secco dei deserti del Marocco crea un paesaggio vantaggioso per la caccia ai meteoriti. I forti venti e la mancanza di copertura vegetale espongono meteoriti e crateri di colore scuro, che si stagliano contro la sabbia chiara. Il clima secco preserva le rocce extraterrestri molto meglio di un clima umido.

Una delle più note rocce spaziali trovate in Marocco è il meteorite di Tissint che è caduto sulla Terra nel 2011. Questo meteorite marziano incontaminato mostra prove di agenti atmosferici acquosi – che suggeriscono la presenza di acqua liquida – e contiene elementi chimici provenienti dal suolo di Marte.

La fotografia è stata acquisita l’8 febbraio 2019, con una fotocamera digitale Nikon D5 che utilizza un obiettivo da 58 millimetri. 

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