Gli asteroidi non hanno portato gli oceani su Venere


Nell’ambito di un progetto EoS (Excellence of Science), Véronique Dehant, ricercatrice presso l’Osservatorio Reale del Belgio, ha partecipato ad uno studio sulla formazione e l’evoluzione dell’atmosfera di Venere sotto l’influenza degli impatti degli asteroidi. Questo studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, ha concluso che gli asteroidi che hanno contribuito alla fine dell’accrescimento di Venere, e per estensione della Terra, contenevano troppo poca acqua per rendere possibile l’esistenza degli oceani.

Alcuni scienziati considerano gli asteroidi una fonte d’acqua per i pianeti terrestri del nostro sistema solare. Per verificare questa ipotesi, un team di ricercatori guidato da Cédric Gillmann ha effettuato delle simulazioni numeriche degli impatti sul pianeta Venere subito dopo la sua formazione.

Simulando gli impatti di diversi tipi di asteroidi, il team ha scoperto che la collisione e la vaporizzazione di asteroidi ricchi di acqua è incompatibile con il basso contenuto di acqua dell’attuale atmosfera di Venere. Ciò significa che il materiale portato dagli asteroidi su Venere, e quindi sulla Terra, doveva essere praticamente asciutto. Poiché oggi l’acqua è ovviamente presente sulla Terra, essa deve essere stata presente in grande quantità fin dalla sua formazione, probabilmente sepolta in profondità sotto la superficie.

L’evoluzione atmosferica dei pianeti e il loro accoppiamento con l’interno del pianeta appartengono alle specialità dell’Osservatorio Reale del Belgio. La sua competenza è stata evidenziata all’interno del Polo di attrazione interuniversitario Planet TOPERS, coordinato dall’Osservatorio dal 2012 al 2017. Il progetto EoS ET-HoME (“Evolution and Tracers of the Habitability of Mars and Earth”), coordinato dall’Université libre de Bruxelles (ULB), rappresenta la continuità di questo progetto.

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