Quei 19 asteroidi extrasolari


Vi ricordate ’Oumuamua, il misterioso visitatore interstellare a forma di sigaro che alla fine del 2017 ha attraversato il nostro Sistema solare? Ne abbiamo parlato per mesi, e ancora oggi la comunità scientifica sta studiando le preziose informazioni raccolte durante il repentino passaggio di questo ospite – prima classificato come cometa, poi come asteroide – proveniente da un sistema planetario distante.

Identificato quando si trovava già a più di 30 milioni di chilometri da noi, ‘Oumuamua ha poi continuato il suo viaggio cosmico oltre il Sistema solare. Ma nella nostra dimora planetaria esistono anche corpi celesti stranieri proprio come ‘Oumuamua, che però si sono fermati. Si tratta di una famiglia composta da ben 19 asteroidi, provenienti da un sistema planetario distante e trasferiti qui da noi milioni, forse miliardi di anni fa. È quanto dimostra una nuova ricerca franco-brasiliana, che ha identificato questi 19 oggetti celesti appartenenti ai Centauri, classe di planetoidi ghiacciati che si trovano tra Giove e Nettuno.

Distribuzione del campione di Centauri e TNO. Ogni segmento rappresenta le escursioni dell’afelio e del perielio centrate intorno all’asse semisferico dell’oggetto (cerchio riempito) ed è inclinato rispetto al piano di riferimento dei pianeti. I Centauri polari sono viola, i TNO sono blu, gli oggetti coorbitali sono arancioni, i Centauri retrogradi sono rossi, (2060) Chirone è verde e i quattro pianeti giganti sono neri.

Lo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è firmato da Fathi Namouni dell’Osservatorio della Costa Azzurra a Nizza e da Helena Morais dell’Università di San Paolo del Brasile. Gli stessi due astronomi che nel 2018 avevano scoperto nell’orbita di Giove l’asteroide 2015 BZ509, il primo oggetto del nostro sistema planetario con origini extrasolari.

Queste sono le immagini del 2015 di BZ509, ottenute presso il Large Binocular Telescope Observatory, che hanno permesso di stabilire la sua natura retrograda. Le stelle luminose e l’asteroide (cerchiato in giallo) appaiono nere su un cielo bianco poiché l’immagine è negativa.

Ma se fino ad oggi questo sembrava un caso isolato, confrontabile soltanto con il passaggio di ‘Oumuamua, la nuova ricerca dimostra che gli oggetti celesti stranieri sono molti di più. E probabilmente ce ne sono altri in attesa di essere scovati.

Nel caso dei 19 asteroidi dei Centauri, la provenienza extrasolare è stata dimostrata a partire dallo studio della loro orbita. Gli scienziati hanno costruito una simulazione informatica da cui emerge che la traiettoria di questi oggetti può essere spiegata soltanto assumendo che non fossero presenti alle origini del Sistema solare, 4 miliardi e mezzo di anni fa.

Fin dall’inizio, tutti gli oggetti del nostro sistema planetario orbitavano attorno al Sole sullo stesso piano del disco di polvere e gas che li aveva generati. Ma questi 19 asteroidi no. In base al modello di Namouni e Morais, i 19 Centauri seguivano un’orbita perpendicolare rispetto alla configurazione originale. Un dato confermato anche dalla loro posizione: gli asteroidi si trovavano lontani dal disco che ha costituito la culla degli altri asteroidi del nostro Sistema planetario. E orbitavano attorno a un’altra stella. È stata probabilmente la potente interazione gravitazionale in prossimità del Sole a catturare questi oggetti celesti, inglobandoli nel Sistema solare. Un fenomeno che i due astronomi continueranno a studiare, a caccia di nuovi oggetti celesti di origine straniera.

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