Il Sole è veramente al centro del Sistema Solare?


Ogni rappresentazione del Sistema Solare mostra il Sole al centro, circondato da tutti i pianeti che orbitano attorno ma la nostra stella è veramente il baricentro del nostro sistema planetario?


Nonostante il Sole sia molto grande è soggetto alle forze gravitazionali esercitate dagli altri corpi presenti nel nostro quartiere galattico, che lo fanno oscillare un po’. Pertanto, il preciso centro gravitazionale (o baricentro) del Sistema Solare non è esattamente al centro della stella ma da qualche parte sulla sua superficie o nelle immediate vicinanze. Tuttavia, per gli astronomi non è facile calcolare dove si trovi esattamente.

Parte rilevante del problema è Giove che ha un effetto gravitazionale molto ampio sul Sole: sappiamo quanto tempo il gigante gassoso impiega a percorrere la sua orbita eliocentrica (12 anni terrestri) ma il suo moto di rivoluzione non è ancora pienamente compreso.

In precedenza, le stime del baricentro del Sistema Solare si basavano sul tracciamento Doppler, osservando le variazioni della luce degli oggetti mentre noi (o i nostri strumenti) ci avvicinavano o allontaniamo dagli oggetti stessi.

Ora, utilizzando un software appositamente progettato, chiamato BayesEphem, un team internazionale di scienziati ha ristretto la posizione del baricentro del nostro Sistema Solare con un margine di errore di soli 100 metri.

Il programma di calcolo si basa sulle pulsar. Queste sono stelle di neutroni che possono ruotare molto velocemente, sparando fasci di radiazione elettromagnetica dai loro poli. Quando sono orientate in un certo modo, tali fasci emettono un segnale pulsato estremamente regolare che può essere visto dalla Terra, come una sorta di faro cosmico. Questa rilevazione è utile per molte applicazioni e misurazioni astronomiche: negli ultimi anni, ad esempio, è stata utilizzata nella ricerca delle onde gravitazionali che potrebbero essere identificate attraverso i disturbi nel timing dei raggi X provenienti dalle pulsar.

“Usando le pulsar sparse per la Via Lattea, siamo come un ragno seduto nella quiete nel mezzo della sua ragnatela”, ha commentato l’astronomo e fisico Stephen Taylor della Vanderbilt University.

BayesEphem, quindi, è progettato per modellare e correggere quelle incertezze nelle orbite del Sistema Solare più rilevanti per le ricerche di onde gravitazionali usando le pulsar.

In particolare, lo studio, pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal, fornirà una solida base di ricerca per NANOGrav, Osservatorio Nordamericano di Nanohertz e altri consorzi, che condividono l’obiettivo comune di rilevare le onde gravitazionali attraverso osservazioni regolari di un insieme di pulsar millisecondo utilizzando i radiotelescopi Green Bank e Arecibo.

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