Lo sciame meteorico delle Tauridi potrebbe nascondere insidie mortali


Una coppia di scienziati spaziali, uno dell’Università di Antioquia, l’altro dell’Università del Salento, ha trovato prove di grandi asteroidi nascosti nello sciame meteorico delle Tauridi.


Ogni anno, tra la fine di ottobre e i primi di novembre, si verifica una pioggia di “stelle cadenti” nota come Tauridi, uno sciame meteorico lasciato dalla cometa Encke mentre passa relativamente vicino al Sole ogni anno. Ma secondo Ignacio Ferrín e Vincenzo Orofino potrebbe esserci anche uno sciame di grandi asteroidi nascosti nelle Tauridi, originati da una cometa ancora più grande, quella che ha dato vita alla periodica Encke e a chissà quanti altri frammenti.

Sarebbero almeno 88 gli asteroidi allineati orbitalmente con i meteoroidi, due dei quali con un diametro di 200 e 300 metri mai visti prima. Ciò suggerisce che questi oggetti si siano tutti formati dalla rottura relativamente recente di un corpo genitore ghiacciato ancora più grande.

Questi risultati trovano l’appoggio di coloro i quali credono che la cometa Encke sia responsabile di molti degli impatti sulla Terra, tra i più violenti registrati negli ultimi 20.000 anni.

Il loro articolo è apparso sulla rivista Planetary and Space Science.

Prove precedenti

La cometa Encke fu osservata per la prima volta nel 1786 e in seguito identificata come la fonte di numerosi sciami meteorici annuali. Conosciute collettivamente come Tauridi, queste piogge di meteore illuminano i cieli di entrambi gli emisferi nord e sud mentre la Terra passa attraverso il flusso di detriti creato dalla cometa. Negli anni ’80, tuttavia, l’astronomo William Napier e l’astrofisico Victor Clube suggerirono che altri oggetti più grandi sembravano avere orbite simili e quindi, un’origine comune con lo sciame meteorico.

Le prime prove sono arrivate con la scoperta di una mezza dozzina di asteroidi, larghi fino a un po’ più di un chilometro, in orbita all’interno del flusso di meteoriti. Secondo Napier e Clube, questi grumi rocciosi, troppo grandi per essere stati lasciati dalla cometa Encke stessa, potrebbero provenire dalla frammentazione di una cometa gigante larga circa 100 chilometri, esistita 20.000 anni fa. Un oggetto paragonabile alla “mega cometa” Bernardinelli-Bernstein scoperta di recente, ritenuta la più grande della storia. In teoria, la rottura di questo corpo genitore avrebbe prodotto non solo la cometa Encke ma un intero complesso di asteroidi, comete minori, detriti sassosi e polvere, che oggi orbitano attorno al Sole.

Un complesso così dinamico, imprevedibile e ben popolato, in grado di avvicinarsi frequentemente alla Terra, ha alimentato l’immaginazione accademica. Gli astronomi hanno iniziato, perciò, a riavvolgere l’orologio cosmico per cercare prove delle interazioni della Terra con le Tauridi. Lo scienziato Richard Firestone nel 2007 ha utilizzato il complesso delle Tauridi per spiegare il raffreddamento climatico globale dello stadiale del Dryas recente e l’improvvisa scomparsa della cultura Clovis, un popolo preistorico antenato della maggior parte dei popoli indigeni nelle Americhe.

Anche eventi più recenti sono stati collegate alle Tauridi. Nel 1908, un piccolo asteroide noto come Tunguska entrò nell’atmosfera terrestre, esplodendo a circa 8 chilometri sopra una parte disabitata della Russia. Milioni di alberi furono abbattuti, devastando un’area di circa 2.000 chilometri quadrati.

Asteroidi insidiosi

Ora, Ferrin, che in precedenza ha rintracciato la meteora di Chelyabinsk che ha ferito più di 1500 persone dopo la rottura nel 2013, con il collega Orofino ha identificato 88 asteroidi potenzialmente collegati al complesso delle Tauridi. Analizzando la curva di luce di questi oggetti, lungo le loro orbite, i ricercatori hanno anche trovato attività cometaria nel 67 percento dei nuovi membri dello sciame.

Le scie emesse dal bolide sopra la città di Čeljabinsk.

Inoltre, i dati hanno mostrato che i grandi asteroidi ed i detriti cometari potevano effettivamente condividere un corpo genitore più grande e che entrambi sono nati circa 20.000 anni fa.

I ricercatori sottolineano che queste rocce spaziali potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra, così come dimostrano altri eventi passati (riferendosi a Tunguska e allo stadiale del Dryas recente).

Anche la vaporizzazione e frammentazione dei detriti rappresenta una minaccia perché crea materiale troppo piccolo per essere rilevato ma potenzialmente pericoloso in caso di collisione con la Terra.

“Il corpo cosmico di Tunguska aveva un diametro compreso tra 60 e 90 metri”, ha detto Ferrin. “Ora crediamo che il complesso Tauridi possa contenere molti più oggetti di quelle dimensioni. Non è il complesso addomesticato, semplice e innocente che pensavamo fosse”.

Napier ha commentato: “Avere asteroidi in orbite simili a quella della cometa Encke indica un processo dinamico sconosciuto o che sono frammenti degassati di una cometa progenitrice”.

“La scoperta di Ferrin e Orofino che una gran parte degli asteroidi in orbita mostra segni di degassamento è la prova di quest’ultima ipotesi”.

Di sicuro queste scoperte hanno importanti implicazioni per le osservazioni future, soprattutto quando tra il 2032 e il 2036, si stima, passeremo vicino al centro dello sciame.

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