Nel cratere Jezero dust devil e vortici di polvere sono ovunque


Questa serie di immagini è stata ripresa da una Navigation Camera e mostra una raffica di vento che spazza la polvere attraverso la pianura marziana oltre le tracce del rover il 18 giugno 2021 (il 117° sol, o giorno marziano, della missione). Si stima che la nuvola di polvere in questa GIF abbia una dimensione di 4 chilometri quadrati; è stata la prima nuvola di polvere di questa portata sollevata dal vento marziano ripresa in un video.

Durante i suoi primi duecento giorni nel cratere Jezero, Perseverance ha assistito ad alcune delle attività di polvere più intense mai viste da una missione inviata sulla superficie del Pianeta Rosso.


Non solo il rover della NASA ha rilevato centinaia di dust devil (o diavoli di polvere) ma ha catturato anche la prima testimonianza visiva che le raffiche di vento possono sollevare enormi nuvole di polvere.

Un articolo pubblicato di recente su Science Advances racconta i fenomeni meteorologici osservati nei primi 216 giorni marziani, o sol.

Le nuove scoperte consentono non solo consentono di conoscere meglio il pianeta ma aiutano a pianificare meglio le missioni future perché le tempeste di polvere rappresentano una potenziale minaccia sia per l’esplorazione robotica che umana.

Il cratere Jezero potrebbe trovarsi in una delle fonti di polvere più attive del pianeta“, ha affermato Manuel de la Torre Juarez, vice-ricercatore principale di MEDA presso il JPL. “Tutto ciò che impariamo sulla polvere sarà utile per le missioni future“.

Perseverance ha effettuato queste osservazioni principalmente con le telecamere e la suite di sensori sul Mars Environmental Dynamics Analyzer (MEDA), uno strumento scientifico guidato dal Centro de Astrobiologia spagnolo in collaborazione con l’Istituto meteorologico finlandese e il Jet Propulsion Laboratory della NASA. MEDA include sensori del vento, sensori di luce e una fotocamera rivolta verso il cielo per catturare immagini di polvere e nuvole.

Diavoli dappertutto

Gli autori dello studio hanno scoperto che almeno quattro trombe d’aria si aggirano attorno a Perseverance in un tipico giorno marziano e se ne possono verificare anche più di una in un ora nel momento di punta, subito dopo mezzogiorno. Le telecamere del rover hanno anche documentato tre occasioni in cui raffiche di vento hanno sollevato grandi nuvole di polvere, qualcosa che gli scienziati chiamano “gust-lifting events“. Il più grande di questi eventi ha creato un’enorme nuvola che ha coperto 4 chilometri quadrati. Il documento ha stimato che queste raffiche possono sollevare collettivamente altrettanta o anche più polvere dei dust devil.

Pensiamo che questi sollevamenti di raffiche siano rari ma potrebbero essere responsabili di una grande frazione della polvere di fondo che aleggia continuamente nell’atmosfera marziana“, ha detto l’autrice principale del documento, Claire Newman dell’Aeolis Research, una società di ricerca focalizzata sulle atmosfere planetarie.

Il cratere Jezero è diverso?

Forse, sembra in effetti che ci sia una maggiore attività. Secondo Newman potrebbe dipendere dal fatto che il cratere si trova vicino a una “dust storm track”, ossia una sorta di percorso preferenziale che attraversa il pianeta da nord a sud lungo il quale corrono le tempeste durante la stagione.

Newman ha aggiunto che la maggiore attività nel Jezero potrebbe dipendere anche dalla rugosità della sua superficie, che può rendere più facile al vento sollevare la polvere. Questo potrebbe anche spiegare perché il lander InSight della NASA, a Elysium Planitia, a circa 3.452 chilometri dal cratere Jezero, sta ancora aspettando che i venti ripuliscano i suoi pannelli solari carichi di polvere, mentre Perseverance ha già sperimentato diversi eventi di pulizia.

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